Posts Tagged ‘risorse’

Conserverei la pietà per gli esseri viventi. Però…

Mag 23, 2009

…quando in discarica vedo cose così, mi si stringe il cuore.

yamaha_t

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Negazione della dipendenza – 2

aprile 14, 2009

Continua da qui.
Avevo pronto il post quando è uscito questo di Crisis.

Sabato sera, notevole puntata di Ulisse (uno dei pochi motivi per i quali pago ancora il canone, anche se il monopolio angeliano mi infastidisce).

Servizio sulle cattedrali gotiche.

Alberto Angela si chiede come siano riusciti nel medioevo a erigere tali capolavori, assemblando tanti blocchi di pietra così pesanti, senza disporre, al contrario di noi, della nostra tecnologia.

Non è per fare il pedante, ma la frase rivela una rimozione.

No, davvero, non è per pedanteria: in sé l’espressione è corretta. La tecnologia consente la precisione e anche la potenza necessarie. Ma la potenza non è data primariamente dalla tecnica: la tecnica è un mezzo per sfruttare l’energia.

Senza petrolio le gru e i bulldozer non vanno.
Anzi, senza energia le gru e i bulldozer non possono essere costruiti.
Pure, i materiali con cui sono fatti i loro pezzi non possono essere prodotti.
E prima ancora, i minerali per produrre quei materiali non possono essere estratti.

Concludendo, l’espressione usata permette una buona sintesi, ma va presa assieme alle migliaia di segnali simili che stanno comunicando coerentemente il solito messaggio:

Avremo tanti problemi “ambientali”,
ammettiamo pure per colpa nostra;
ma non parliamo della nostra vulnerabilità
e dell’esaurimento delle risorse primarie.

Negazione della dipendenza – 1

aprile 13, 2009

Da qualche mese la top directory che sul mio pc raccoglie i documenti relativi ai “problemi del pianeta Terra” ha cambiato nome.

Era Ambiente, ora è Risorse.

Per inciso, ritengo che sia i movimenti ambientalisti (e sottolineo il plurale) che i loro critici abbiano da insegnarci parecchio. Tuttavia una cosa è certa: il termine AMBIENTE e tutti i suoi derivati sono per me imbarazzanti, anche nelle occasioni d’uso più spicciole e quotidiane. Non solo a causa di abusi, estremismi, fraintendimenti in buona o mala fede, ma perché il concetto di “ambiente” oggi in uso trasporta un congenito problema semantico, che vorrei approfondire in futuro.

—   —   —

Vengo al punto di oggi, che è un tema più circoscritto.

Mi sbaglierò, ma mi risulta sempre più chiaro che esiste una generale difficoltà nel riconoscere priorità ai problemi di input energetici e minerari, non solo rispetto a quelli dell’economia e della sicurezza, ma anche rispetto agli altri temi classici dell’ambientalismo.

Insomma, sempre più voci annunciano: “Abbiamo molti problemi ambientali, diciamo pure per colpa nostra; si tratta di inquinamento, perdita di biodiversità, addirittura AGW, via; nei posti più sfortunati mancano il cibo e soprattutto l’acqua; ma per favore non parliamo di esaurimento generalizzato delle risorse primarie”.

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Qualcuno mi dirà: “E il dibattito sul nucleare? Non è un riconoscimento finalmente mainstream dei problemi di approvvigionamento?”

Premetto che non sto parlando di un vero e proprio tabù: il tema sta effettivamente facendosi strada, anche se con fatica; ma l’esempio del nucleare mi sembra proprio una parziale conferma di quel che sostengo.

Innanzitutto, la questione è propagandata da un punto di vista primariamente economico, sia promettendo la convenienza dell’energia prodotta (“Con le centrali nucleari l’energia costerà meno alle aziende”) che prospettando i benefici indotti dalle grandi opere necessarie.
Poi, nessuno sembra voler sufficientemente chiarire alla gente che stiamo parlando della frazione di una frazione: l’energia elettrica è solo una parte dell’energia che consumiamo, rilevante ma non maggioritaria*.
Non ultimo, il modo in cui si liquida il problema della disponibilità di uranio è come minimo semplicistico, e rivela proprio questa fatica a voler prendere sul serio in considerazione il tema.

(continua…)

* Questa è una faccenda che riguarda anche le fonti rinnovabili: quelli di ASPO sembrano essere tra i pochi che l’hanno ben presente.