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Negazione della dipendenza – 1

aprile 13, 2009

Da qualche mese la top directory che sul mio pc raccoglie i documenti relativi ai “problemi del pianeta Terra” ha cambiato nome.

Era Ambiente, ora è Risorse.

Per inciso, ritengo che sia i movimenti ambientalisti (e sottolineo il plurale) che i loro critici abbiano da insegnarci parecchio. Tuttavia una cosa è certa: il termine AMBIENTE e tutti i suoi derivati sono per me imbarazzanti, anche nelle occasioni d’uso più spicciole e quotidiane. Non solo a causa di abusi, estremismi, fraintendimenti in buona o mala fede, ma perché il concetto di “ambiente” oggi in uso trasporta un congenito problema semantico, che vorrei approfondire in futuro.

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Vengo al punto di oggi, che è un tema più circoscritto.

Mi sbaglierò, ma mi risulta sempre più chiaro che esiste una generale difficoltà nel riconoscere priorità ai problemi di input energetici e minerari, non solo rispetto a quelli dell’economia e della sicurezza, ma anche rispetto agli altri temi classici dell’ambientalismo.

Insomma, sempre più voci annunciano: “Abbiamo molti problemi ambientali, diciamo pure per colpa nostra; si tratta di inquinamento, perdita di biodiversità, addirittura AGW, via; nei posti più sfortunati mancano il cibo e soprattutto l’acqua; ma per favore non parliamo di esaurimento generalizzato delle risorse primarie”.

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Qualcuno mi dirà: “E il dibattito sul nucleare? Non è un riconoscimento finalmente mainstream dei problemi di approvvigionamento?”

Premetto che non sto parlando di un vero e proprio tabù: il tema sta effettivamente facendosi strada, anche se con fatica; ma l’esempio del nucleare mi sembra proprio una parziale conferma di quel che sostengo.

Innanzitutto, la questione è propagandata da un punto di vista primariamente economico, sia promettendo la convenienza dell’energia prodotta (“Con le centrali nucleari l’energia costerà meno alle aziende”) che prospettando i benefici indotti dalle grandi opere necessarie.
Poi, nessuno sembra voler sufficientemente chiarire alla gente che stiamo parlando della frazione di una frazione: l’energia elettrica è solo una parte dell’energia che consumiamo, rilevante ma non maggioritaria*.
Non ultimo, il modo in cui si liquida il problema della disponibilità di uranio è come minimo semplicistico, e rivela proprio questa fatica a voler prendere sul serio in considerazione il tema.

(continua…)

* Questa è una faccenda che riguarda anche le fonti rinnovabili: quelli di ASPO sembrano essere tra i pochi che l’hanno ben presente.

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