Posts Tagged ‘libri’

Magie

Mag 23, 2010

Antonio Tombolini racconta che “veder crescere una cosa nuova è bellissimo, ma vederla nascere è davvero impagabile”.

Qui mi sa che siamo già nella fase di consolidamento, ormai. Però la felicità e l’entusiasmo sono ancora a fondo scala.

È per questo che prendo di peso il post di mia moglie e lo duplico qui.

Lo so che basta un link, ma oggi sono un papà rincorgoglionito.

***

Gufi in arrivo

Io e Alle abbiamo questo problema: cosa leggere alla sera? Lui legge “le sue cose” di giorno, io – se e quando riesco – le mie. Ma alla sera no, si legge insieme. Cioè, io leggo ad alta voce per lui. Qualche volta che stavo proprio crollando e lui non accettava di lasciare lì un capitolo a metà, mi ha preso il libro dalle mani e me l’ha letto lui.

La lettura che a me è piaciuta di più, fino ad ora, è stata Emil della Lindgren. Il libro del papà, edito nel 1974 (perché una versione con tutte le avventure non esiste attualmente in Italia). Lui, nella sua libreria su aNobii, ha dato un voto alto anche a Ciondolino e GianBurrasca, ma io devo dire che non è che me li sia goduti granché.

Mi stavo chiedendo cosa iniziare dopo che avremo finito Il mulino dei dodici corvi, che io ho letto 20 anni fa (e mi ricordo solo che mi era piaciuto tantissimo, ma… ora è come se lo leggessi per la prima volta). In Leggimi forte Bruno Tognolini parla della lettura serale – durata mesi, anni – de Il Signore degli Anelli a sua figlia di 5-7 anni. E in seguito del bellissimo gioco che dalla lettura era partito, in cui si riconoscevano in luoghi e persone del mondo reale i luoghi e i personaggi del libro… “Beh, sì, magari iniziamo Il Signore degli Anelli“, ho pensato.

Poi qualche giorno fa ho visto nel caos della camera di Alle un libro rosso, senza sovraccoperta, con i soliti post-it, etichette, brandelli di fogli a segnare le molte pagine interessanti. Ma quello cos’è? Harry Potter. “Volevo vedere com’era, mamma”, mi dice lui con la sua faccia fintopentita e ben sapendo che questo furto dalla mia libreria non sarebbe stato punito. “Vuoi che lo leggiamo insieme, Alle?” gli chiedo. “No, mi piace da solo, ma se vuoi posso leggertene dei pezzetti quando ti addormenti” (penso sia chiaro a tutti chi è la prima a crollare alla sera, vero???).

Intanto stanno già arrivando gufi con lettere d’invito a Hogwarts, qui.

Per fortuna certe magie non sono precluse a noi babbani!

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Il Museo del Patrimonio Industriale e i led della Stoppani

Mag 21, 2009

Ieri ho portato mio figlio al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, una perla poco conosciuta tra le tante che la città offre.

machine

Passando poi per la Giannino Stoppani ho scoperto che hanno sostituito quasi tutte le alogene da 12V con dei faretti a led (la libreria merita a prescindere).

led-stoppani

L’inizio della fine

settembre 6, 2008

Ha scoperto aNobii. È fatta.

Per soprammercato….

febbraio 17, 2008

Ho voluto infierire sulla mancanza di tempo comprando alcuni libri in aeroporto.

Uno è The Undercover Economist di Tim Harford, molto brillante e "magnetico".

L’altro è di The God Delusion.*
Non so, ma credo che questo Dawkins farà abbastanza clamore…

* la mia prima versione cartacea

The reader’s corner

gennaio 4, 2008

Nell’estate 2007 mi sono concesso il lusso di una piccola creazione originale.
La casa è letteralmente invasa da libri (i miei ne sono solo una piccola parte!),
e periodicamente si verifica la necessità di trovare nuove terre da colonizzare.

L’unica stanza rimasta vergine era il bagno.
Sono riuscito – credo – a trovare un disegno gradevole,
funzionale e tutto sommato "leggero": nonostante la sua capacità,
questa mensola non dà una sensazione di ingombro eccessivo.

(ovviamente in siffatto contesto non abbiamo potuto impedire
a Julia e Napoleone di occupare la maggior parte dei vani 😉

Think before you send

giugno 28, 2007

Think before you send

Quando Gesù girava per la Sicilia

gennaio 26, 2007

A dispetto delle ultime recensioni, il libro più importante nella nostra recente vita famigliare è Fiabe Italiane – raccolte e trascritte da Italo Calvino.

In casa ho molti libri del genere; devo dire che restano molti anche dopo aver fatto le dovute proporzioni (mia moglie ha fatto la tesi, sulle fiabe).

Ogni sera mio figlio ne chiede una, e cerca di strapparne anche di più.

Noi abbiamo una recente ristampa dell’edizione dei Millenni Einaudi del 1956; attualmente si trova anche nei Meridiani Mondadori.

In quanto raccolta di narrazioni popolari comprende materiale molto vario, di volta in volta moralista o cinico, opaco, crudele o comico.

E certe volte non posso fare a meno di annotare le storie che mi colpiscono maggiormente.
Come "Gesù e San Pietro in Sicilia", 5 brevi racconti (tutti comici tranne l’ultimo) in cui San Pietro è davvero una macchietta.

Esempio: Le pietre in pane

Quando il Maestro andava per il mondo coi tredici Apostoli, una volta si trovarono affamati in mezzo alla campagna e non avevano più pane. Disse il Maestro: – Caricatevi una pietra ognuno.
Gli Apostoli si caricarono una pietra ognuno, e Pietro ne scelse una piccina piccina.

Ovviamente a un certo punto – non trovandosi davvero da mangiare – Gesù trasforma le pietre in pane e Pietro resta con poco pane e molta fame…

Alla volta successiva Pietro si fa furbo e prende un macigno che si poteva sollevare appena (…) mentre gli altri camminavano tutti con pietre leggere.

Ma questo Gesù è uno che gioca tiri birboni:
E il Signore disse agli Apostoli: – Ragazzi, ora ci faremo una risata alle spalle di Pietro.
Giunsero ad un paese, ed era pieno di botteghe di fornai che sfornavano pane proprio allora.

Non rovino la sorpresa raccontando il secondo episodio, in cui Pietro fa l’apprendista stregone dopo aver visto un miracolo di Gesù

Le bugie degli ambientalisti?

gennaio 5, 2007

Riccardo Cascioli – Antonio Gaspari
Le bugie degli ambientalisti – Vol. 2
I falsi allarmismi dei movimenti ecologisti
2006 – Edizioni Piemme


Non è che questo libro sulle bugie dica per forza bugie.

Sicuramente fa un processo (di dubbia utilità) alle intenzioni di quella vasta e varia moltitudine di persone e istituzioni che – per motivazioni certamente complesse e non tutte disinteressate – sottolineano l’urgenza dei problemi ambientali nel XXI secolo.

Un libro tipicamente cospirazionista, che vede molti dei problemi del mondo causati da un monolitico “ecoimperialismo” invidioso che ci vorrebbe tutti poveri. E, soprattutto, più potente di tutte le altre lobby e multinazionali.

I difetti più gravi del volume, se ne diamo per scontata la buona fede, sono i vari modi, sostanzialmente scorretti, di contestare gli allarmi ambientali:

(1) evidenziare le [sospette o reali] colpe morali di alcuni “avversari” (che non sanno di essere stati scelti come tali) invece di muoversi nel merito dei dati scientifici;
(2) far dire ad altri ciò che non dicono, riportandone le affermazioni in modo parziale;
(3) citare fonti approssimative, non tecniche, o di parte, a proprio sostegno;
(4) giocare sui numeri, comparando mele con banane;
(5) fare leva sulle paure del lettore (pur girando questa accusa – a torto o a ragione – agli avversari).

E’ poi un peccato che questo libro alterni (o mescoli) continuamente il piano oggettivo dei dati scientifici con quello soggettivo ideologico/etico che – lungi dall’essere illegittimo – è fuori posto in un’opera che si proporrebbe di smascherare delle bugie, ossia di precisare dei fatti.

Anzi, credo che la rispettabile proposta etica degli autori venga svilita, nel momento in cui viene sfoderata a sproposito.

Per concludere: il libro ha tutto l’aspetto di un’opera dal fine duplice; commerciale e di propaganda.

Lo suggeriscono non solo i contenuti e i metodi espositivi, ma anche la modalità con cui è proposto: basso prezzo, copertina di richiamo visivo stile rotocalco, quantità massicce nelle librerie. Ne abbiamo visto altri esempi – di diverso orientamento politico – molto di recente.

Perché allora lo recensisco, invece di ignorarlo?

Il volume rischia di proporsi come l’unica fonte di informazione (semplicistica) sui problemi ambientali per quei molti che non hanno tempo o interesse per approfondire.

E fornisce un ALIBI per non preoccuparsene.

La soluzione non è censurarlo o non leggerlo, ma leggere anche qualcos’altro sull’argomento!

La decrescita felice?

gennaio 2, 2007

Mesi fa ho scritto su IBS un commento al libro "Un futuro senza luce?" di Maurizio Pallante.

"Questo libro ha molti pregi. Il principale è quello di fornire proposte CONCRETE ed immediate, alcune valide per ogni privato cittadino, altre agli amministratori locali, altre per le politiche globali sull’energia. Un altro è quello di essere poco IDEOLOGICO e di focalizzarsi su cosa è – insieme – ecologico, economico ed attuabile senza spese a fondo perduto…"

Un futuro senza luce? poteva essere condiviso da tutti, perché parlava di efficienza nell’uso delle risorse, anche (e a maggior ragione) in una logica di ricchezza e prosperità quantitative.

La decrescita felice è un libro profondamente diverso.
E’ meno tecnico e più ideologico, e mette in discussione una cultura, prima ancora che uno stile di vita.

Il sottotitolo preannuncia una critica al PIL che io scorporerei in due fasi:
1) la relativa arbitrarietà della definizione del PIL e la sua inadeguatezza a misurare la qualità della vita;
2) la crescita del PIL (o la crescita tout court) come fenomeno "non necessariamente positivo".

Se sul punto (1) si può discutere, e si sta discutendo; sul punto (2) il libro si imbarca in una direzione utopica difficile da seguire.
Non c’è niente da dire sul fatto che la crescita materiale sia limitata dalla finitezza del nostro pianeta, e che l’umanità debba trovare il modo di arrestare il depauperamento delle risorse prima che sia troppo tardi.
Ma non credo che il nostro sistema possa funzionare meglio nelle particolari condizioni di non-crescita economica ipotizzate da Pallante.

Ho sottolineato "particolari" perché – attenzione – Pallante non banalizza; fa osservazioni acute e scrive in un linguaggio godibile, chiaro e icastico.
E non arriva al pauperismo: dichiara come obiettivo l’aumento della qualità della vita, anche in senso materiale.
Però propone cose – come l’autoproduzione alimentare – che sono giuste (doverose?) per chi se le può permettere, ma non per una maggioranza significativa di cittadini.

Io vedo questo libro come un invito alla riflessione personale, per valutare le vere motivazioni dei nostri consumi e cambiare le nostre abitudini, se riteniamo che la cosa migliori la nostra vita.
Certamente le azioni quotidiane di tutti avranno infine un riflesso globale.

Ma sicuramente non è una proposta sensata a livello strategico/ideologico; tanto più che rischia di inasprire la polarizzazione tra mercato e sostenibilità ambientale.
Facendo il gioco di chi vorrebbe considerare reddito e sviluppo solo quello di certi comparti, per ricattare l’opinione pubblica nelle questioni ambientali.

Forse il nostro stile di vita sarà anche negoziabile, ma il nostro modello di mercato no.
L’unica soluzione (se ci sarà) sarà spostare quote di PIL da attività con alto impatto ambientale ad attività dematerializzate, o con maggiore efficienza e/o a impatto ambientale positivo.
Altre soluzioni, ammesso che siano teoricamente migliori, non sono applicabili, se non a livello locale.

Per approfondire:
La parabola dello yoghurt (manifesto del MDF)
Fare della politica energetica e ambientale il fulcro della politica economica
Care losche e tristi acque
I monasteri del terzo millennio

EDIT:
Pagina con varie testimonianze di autoproduzione e simili.

Libri che sto guardando in questi giorni

gennaio 2, 2007

James Edward Gordon
The Science of Structures and Materials
Scientific American Library
W.H. Freeman and Co , 41 Madison Avenue, New York, New York 10010, USA, 1988.

Anche in italiano come:
James Edward Gordon
Strutture sotto sforzo
1991 – Zanichelli – Nuovi classici della scienza

Riccardo Cascioli – Antonio Gaspari
Le bugie degli ambientalisti – Vol. 2
I falsi allarmismi dei movimenti ecologisti
2006 – Edizioni Piemme

Piergiorgio Odifreddi
La scienza espresso
Note brevi, semibrevi e minime per una biblioteca scientifica universale
2006 – Einaudi

Maurizio Pallante
La decrescita felice.
La qualità della vita non dipende dal PIL
2005 – Editori Riuniti

Piero Angela – Lorenzo Pinna
La sfida del secolo. Energia.
200 domande sul futuro dei nostri figli
2006 – Mondadori

Mario Tozzi
L’ Italia a secco.
La fine del petrolio e la nuova era dell’energia naturale
2006 – Rizzoli (396 p.)

Vince Adams, Abraham Askenazi
Building Better Products with Finite Element Analysis