Posts Tagged ‘ingegneri’

Siamo ancora nell’età del ferro

maggio 28, 2015
Di recente ho tenuto un corso di simulazione strutturale presso un mio cliente. Come al solito abbiamo combinato teoria, esercizi di base e pratica su loro problematiche.
Alla fine siamo tutti soddisfatti, perché grazie alle lezioni e al confronto i tecnici hanno preso confidenza con i comandi, compreso le possibilità e le approssimazioni e acquisito fiducia nell’affidabilità degli strumenti.
Dulcis in fundo, abbiamo verificato due aspetti: da una parte, i risultati sono congrui con l’esperienza e le prove fisiche; dall’altra, alcune strutture rivelano di essere largamente sovradimensionate.
Ci sono quindi dei sostanziosi e visibili margini di ottimizzazione e risparmio.
Il titolare, però, sorridente di un’ironia che rivela a un tempo sia la coscienza degli ostacoli che la voglia di superarli, mi dice:
“Adesso però abbiamo un problema. Mi è già capitato di riuscire a creare gruppi leggeri e affidabili, ma a volte la reazione dei clienti non è positiva”.
“Perché?” chiedo.
“Perché spesso la percezione conta più della sostanza. A volte è più importante che un manufatto sembri resistente, piuttosto che lo sia realmente”.
Mi dice (in realtà nel suo dialetto): “La gente vuol veder del ferro”.
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No ingegneri!

novembre 11, 2010

no ingegneri!

Ingegneri e riduttivismo

giugno 15, 2009

Mi limito a segnalare – senza troppe considerazioni personali – un post di Sylvie che cita uno studio su ingegneri, creazionismo e intolleranze assortite.

I risultati sono poco lusinghieri; diciamo che il campione di ingegneri che personalmente conosco sembra essere al di sopra della media.

Tuttavia così ad istinto direi anch’io che in molti ingegneri c’è qualche pre- [o post-] disposizione al riduttivismo*.

Considerate, tra l’altro, che molti in facoltà oltre ai testi obbligati leggono solo la Gazzetta dello Sport.

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* Chiamo così quel tipo di visione del mondo che molti chiamano riduzionismo, ignorando o mistificando il fatto che il riduzionismo serio è ben altra cosa.

09 aprile 1806: il mio pontefice di riferimento

aprile 9, 2009

Isambard Kingdom Brunel

Noto ora che questo blog è nato nel 2006
poco prima del bicentenario.

PS: anche per James E. Gordon Brunel era un mito.

Caldaia cargo cult MKII

marzo 11, 2009

Ultimamente i miei dubbi si concentrano sull’identità e gli obiettivi di questo blog: cosa c’entra la religione con gli impianti di riscaldamento?

Non si può dare umanamente una risposta, e infatti solo una voce dall’alto poteva sostenermi. Diciamo che mi è giunto un segno da Dio…

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Un mio amico da tempo riceve messaggi queruli da un coinquilino; trova biglietti sulla sua porta di casa.

Tale condomino è appartenente a una nota orcheoclastica confessione religiosa e non manca di corredare le sue lamentele con citazioni bibliche, la cui pertinenza al merito delle richieste è quantomeno enigmatica.

Fatto sta che questo signore dichiara di non riuscire a dormire a causa dei rumori che la caldaia del mio amico diffonderebbe nell’edificio.

Un pizzino oggi, uno domani, l’accusato si decide a fare una paziente verifica: spegne l’impianto per qualche notte. Ma le lagnanze continuano, così come i versetti biblici.

“Scusi sa, ma qui batto i denti da un pezzo: se lei sente qualcosa, non è la mia caldaia”.

Credete che sia servito a qualcosa? No, quello va avanti imperterrito.
Hanno ragione Aioros e Malvino: è tempo sprecato.

Integrato, non apocalittico

febbraio 20, 2009

Con Luca Lombroso una volta si accennava a una hybris che riemerge spesso; una tendenza ad affidarsi messianicamente alla tecnologia per superare i problemi che ci affliggono e quelli che ci tormenteranno in futuro.

Troppo spesso capita di illudersi (lo fanno gli sviluppisti, ma anche gli alternativi) che la nostra tecnica si incarichi (ex machina, è proprio il caso di dirlo) di salvare la nostra civiltà e la nostra cultura.

Il discorso è complesso, perché la gestione e lo sviluppo delle tecnologie avranno davvero un ruolo importante nel cammino che ci attende.

Io però devo confessare di averla sempre vista secondo una prospettiva diversa.

Io sento il patrimonio tecnologico come parte costitutiva della cultura, di ciò che deve essere salvato, più che uno strumento per salvare.

E a bella posta non arrivo a parlare di conoscenza scientifica: già quella è spesso svilita rispetto alla “cultura vera”; ma qualcuno che si incarica di far dialogare le due culture ogni tanto si trova. No, vorrei proprio sottolineare la dignità e il significato umano “alto” di ciò che riempie la vita di progettisti, ingegneri, operai, artigiani, riparatori… che stiano nella grande multinazionale o in un garage (e che siano donne o uomini).

Nel paventare la decadenza in cui ci stiamo cacciando
per la cattiva gestione delle risorse,
non vagheggio un mondo bucolico e primitivo:
voglio salvare il mio!

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Un piccolo feticista assaggio nerd.
Istante 33’50” della  General Session
con Jon Hirschtick al SolidWorks World 2009:

http://dailymotion.virgilio.it/swf/x8csp9

Jon parla della prototipazione rapida, anzi, usa il più agevole termine 3d printing:

I know, you’re all gonna say “What’s new ‘bout 3D printing? It’s been around a long time”.
My view is “If you haven’t seen 3D printing lately, you haven’t seen it”.
It’s all changed completely.
Here is what 3D printing used to look like (mostra immagini old fashioned, anche se nel video si vede poco); you’re familiar with these, these are kinda what you could think it’s 3D printing today.
Today you can get so much better 3D prints: it’s amazing how quickly we’ve seen improvements in color, material selection and quality, speed, cost of models going down…
So, we used to show images in the CAD business, years ago when I would say to people:
“Look at the screen, these are not photographs, these are computer generated images
Today I’m gonna show you these models and say exactly the opposite:
“These aren’t computer generated renderings, these are actual photographs of 3D prints, this has come out of a 3D printer”

Be’, prototipazione rapida, reverse engineering, simulazione strutturale e multifisica non sono cose di interesse massivo, o che tutti usano ad ogni piè sospinto (soprattutto qui in Italia, sigh), ma nel mio lavoro sono strumenti quotidiani.

E devo ammettere che in questa roba ci sguazzo!

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