Posts Tagged ‘enel’

Il fattore di Potenza

aprile 16, 2008

Una vecchia battuta da ingegneri nerd recita:

Cos(φ) = Fattore di potenza = Contadino della Basilicata.

Ora devo inviare un contratto all’ENEL,
divisione Enel Distribuzione SpA.

Ma stanno davvero a Potenza (PZ)! Cioè, cheztoria…

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Si riapre il dibattito sul nucleare…

settembre 16, 2007

Ho commentato questo post di Luca De Biase sul nucleare.

*** *** ***

Un altro commentatore scrive: "…energia a sbafo per tutti e per le aziende".
Questo è un mito.
L’uranio è aumentato di 10 volte in pochi mesi, perché al mondo non ce n’è poi tanto (anche l’uranio è una fonte non rinnovabile).
E’ vero che il costo del combustibile era una voce secondaria per gli impianti nucleari; ma se questo trend continua, la cosa non sarà più vera.

Intendiamoci: io non sono contrario per principio, anzi.
1) avremo bisogno di tanta energia, e quindi ANCHE di nucleare.
2) una grande nefandezza italiana è stata quella di chiudere (e male) le centrali esistenti.

Sono contrario alle visioni semplicistiche, del tipo "Con l’efficienza e le fonti alternative non ci sarà bisogno del nucleare", ma anche "Con il nucleare ci sarà energia in abbondanza e a basso costo per tutti, e potremo sprecarne a voglia".

In questo senso, Luca, ti segnalo una "induzione involontaria" generata da assunzioni implicite presenti anche nel tuo post.
I 3 problemi che tu indichi sono importanti, ma elencarli così può far pensare che siano gli unici.
Ossia che, risolti quelli (anche se non è semplice) dopo sia tutta una discesa.
Ma i dubbi sul nucleare, che non devono ostracizzarlo ma solo farlo valutare con più discernimento, vanno un po’ più in là.
Il nucleare (nel bene e nel male, sia chiaro) non è questo patto faustiano dopo il quale ho sì perso l’anima, ma ottengo quel che voglio.
Io ridurrei l’enfasi, sia sui benefici che sui problemi.
Innanzitutto le valutazioni sull’EROEI nucleare non sono così chiare.
Se gli scenari dovessero essere non solo macroeconomici (bisogno di energia per sostenere l’industria e il PIL) ma fisici (aumento della domanda di petrolio con calo dell’offerta geologicamente possibile), il mix più adeguato per l’Italia potrebbe davvero essere dato da pochi impianti (nucleari e fossili) per le grandi utenze e da molti impianti (cogenerazione, solare ed eolico) per le utenze distribuite. Perché se l’energia costa molto di più, costa di più anche costruire e condurre le centrali nucleari.
Sicuramente un’incognita in gioco è la disponibilità futura di nuove tecnologie nucleari fissili che riducano sia i problemi delle scorie che quelli del combustibile.
Io, per esempio, ammetto la mia ignoranza, ma non ho ancora capito i motivi economici (quelli politici li posso capire) per cui i reattori autofertilizzanti siano stati messi da parte.

I miracoli della burocrazia

agosto 31, 2007

Il prof. Bardi è riuscito finalmente a far funzionare i suoi pannelli fotovoltaici.

In sintesi: pannelli e impianto sono pronti da sei mesi,
ma a causa di lentezze (!) da parte del gestore sono stati spenti fino ad oggi.

Se volete seguire la storia dall’inizio, queste sono le puntate:

Il mio primo tetto fotovoltaico
Arrivano questi Moduli?
Sono arrivati i moduli!
Ancora moduli!
Arriva questo allacciamento?
Funziona!!!!!

"l’avvilimento di vedere trasformare un’ora in sei mesi dalla magia della burocrazia"

Black-out mentale

aprile 23, 2007

Stasera, ore 19.30, autostrada verso casa, Giornale Radio GR2.

Grande rilievo alla notizia del giorno: rischio black-out per giugno e luglio, a causa della siccità e della conseguente ridotta portata dei fiumi.

Con un’insistenza fastidiosa, sento ripetere che "non ci sarà l’acqua per le centrali idroelettriche".

Mamma mia, questi fanno un articolo di 10 minuti per tutta Italia, intervistano il Magistrato del Po e alla fine non hanno capito niente?

Il problema non sarà [solo] per le centrali idroelettriche, ma soprattutto per quelle termoelettriche che usano l’acqua del Po come refrigerante.

Non è un dettaglio pedante: è che il problema diventa 3 o 4 volte maggiore…

Se una mattina d’inverno un contatore

aprile 22, 2007

Condivido la soluzione di una disavventura famigliare avuta con la fornitura elettrica.

D’inverno, alle 6.30, quando ti salta la luce, tu sei sotto la doccia, e tuo figlio di due anni si sveglia strillando al buio…

Differenziale Classe A

Scrivo questo post perché sento sempre più persone che hanno questo problema.
Siccome nel mio caso la soluzione è stata precisa e definitiva, ne propongo qui i dettagli.

Attenzione al fatto che il problema deve essere lo stesso.
Quindi i sintomi devono corrispondere.

PROBLEMA
Per parecchi mesi, quasi ogni giorno, in un orario compreso tra le 6 e le 7 di mattina, "saltava la luce".

DETTAGLI
– in modo indipendente dal carico (ossia non importa cosa sia acceso)
– si disconnette l’interruttore differenziale (il "salvavita" con la levetta blu)
– una volta sola: se riarmato, l’interruttore non salta più fino alla mattina dopo

DIAGNOSI
L’interruttore differenziale seziona il circuito in caso di dispersioni verso la terra.
Serve come sicurezza nel caso di apparecchi difettosi o di contatto di persone con conduttori di fase.

La tipologia installata normalmente non è capace di filtrare certi "falsi positivi" causati da disturbi sulla rete. Un disturbo particolarmente intenso avviene ogni mattina verso le 6-7 quando i fornitori elettrici devono adeguare la produzione e la distribuzione di energia alla domanda che aumenta rispetto alla notte.

Questi disturbi però non causano l’apertura dell’interruttore in tutte le abitazioni.

Il problema si verifica quando si avverano le seguenti condizioni:
– interruttore differenziale normale e quindi non "di classe A" (definizione gergale)
– disturbo di rete periodico mattutino particolarmente intenso in zona
– impianto domestico con qualche piccola dispersione reattiva.

SOLUZIONE
Sosituire l’interruttore differenziale normale con uno
di "classe A".

In pratica, formalmente non è colpa di nessuno: non del fornitore di energia (ma qui forse qualcuno può smentirmi), non dell’interruttore (che in condizioni ideali non provoca inconvenienti) né della dispersione che di per sé non sarebbe pericolosa (almeno, non sempre).

Io, acquistando un’abitazione nuova, ho ottenuto la sostituzione del differenziale principale (che saltava proprio tutti santi giorni, ed era nel sottoscala del condominio!). In seguito, ho cambiato a mie spese anche quello che si trova all’interno dell’appartamento.

E’ una seccatura (spesa di 80-100 euro), ma se il problema è quello, ne vale la pena.
Soprattutto se rischiate di vedervi saltare la luce mentre siete in ferie, con il freezer che marcisce.

L’ Italia a secco

gennaio 9, 2007

Mario Tozzi
L’ Italia a secco.
La fine del petrolio e la nuova era dell’energia naturale
2006 – Rizzoli (396 p.)

Mario Tozzi, geologo, è un divulgatore scientifico dalle ottime capacità comunicative, espresse sia nello scrivere che nel partecipare a trasmissioni televisive e conferenze.
Affabile, ma piuttosto schierato ed energico, talvolta si lancia in qualche affondo un più politico che tecnico.

Dal titolo e dalla copertina del libro – in questo periodo di dibattiti e polemiche su energia e clima – ci si potrebbe aspettare un testo ideologico e dal tono un po’ apocalittico.

Invece "L’ Italia a secco" è un saggio tecnico/divulgativo sullo stato delle forniture energetiche in Italia: descrive nel dettaglio le fonti di importazione, i sistemi di produzione, i siti e i metodi di stoccaggio, le vie di trasporto combustibili, la rete elettrica, i problemi strategici di approvvigionamento, aspetti storici e geopolitici, prospettive future.

Se non fosse per la scorrevole prosa di Tozzi, lo si potrebbe quasi definire freddo. E su molte questioni, come quella dei rigassificatori, la sua posizione non è per nulla banale o settaria.

Considerando che è rivolta al grande pubblico, l’opera ha una dimensione (quasi 400 pagine, in carta riciclata) che rende idea della complessità dei temi trattati.

Un po’ lungo, ma appassionante per chi è incuriosito dagli aspetti tecnici.
Che in questo campo sono la sostanza.

nessun titolo

novembre 6, 2006

Ti conviene la bioraria?

Pagina di Altroconsumo per verificare la convenienza della tariffa bioraria di ENEL.

Articolo sul tema
(riservato agli abbonati).

L’articolo sostiene che la tariffa bioraria in Italia sia meno conveniente che nel resto d’Europa.

Personalmente ho fatto alcuni conti.
Conviene solo a chi consuma molto (dagli 8 kWh/giorno in su).
Altrimenti non conviene, anche sforzandosi di spostare i consumi alla sera e alla notte.

Si direbbe che sia fatta più per la convenienza di Enel che per la nostra.
Detta così sembra ovvia, ma io credo che potrebbe essere più Win-Win.
Altrimenti la gente non la adotta, e ci si perde tutti.

PS: consumate meno; è l’unico metodo sicuro per risparmiare.