Posts Tagged ‘comunicazione’

Come se Babbo Natale portasse veramente il carbone

gennaio 31, 2011

“L’errore di Pachauri, tuttavia, è stato di essere soltanto una persona onesta e di non preoccuparsi a sufficienza anche di apparire come tale. Lui e moltissimi scienziati sono persone perfettamente adeguate al ruolo di figura di riferimento alla quale si può dare fiducia.

Si tratta allora di cominciare a pensare in questi termini. Tutti quelli di noi (anche se non sono scienziati) che si sentono addosso la responsabilità di salvare gli umani da loro stessi, devono pensare a presentarsi in modo adeguato. Vuol dire prima di tutto essere persone serie nel senso di sapere di cosa si parla, vuol dire lavorare seriamente e con impegno. Vuol dire agire in modo coerente con il messaggio. Non vuol dire andare in giro vestiti con un lenzuolo come Ghandi, ma dobbiamo mettere in pratica le cose che diciamo agli altri. Per esempio, se diciamo che bisogna emettere meno carbonio, non dobbiamo e non possiamo presentarci in giro con la SUV.”

Da qui.

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Il global warming è finito? Solo sui titoli dei giornali

marzo 8, 2008

…i modelli climatici indicano senza dubbio l’aumento graduale, ma per questioni fisiche non sono in grado invece di prevedere i salti bruschi della temperatura.
(…)
Poi non è che oggi sia un così gran freddo, siamo anzi nella normalità; solo che se si passa da un giorno all’altro da 20 a 2-3 gradi, le persone percepiscono la temperatura come freddissima.

Intervista a Luca Lombroso

Effetto memoria

marzo 7, 2008

Mi ricordo che ho un ricordo…

Benedetto XVI: "Vengono ignorati, altresì – sostiene il Papa – importanti ambiti della realtà storica, perfino intere epoche. Ad esempio – ha elencato – in molti piani di studio l’insegnamento della storia inizia solamente a partire dagli eventi della Rivoluzione Francese".

Infatti mi sembra che in pochi si ricordino della storia della Chiesa,
soprattutto prima della Rivoluzione Francese.

Varrebbe la pena di ripassarla.

Una nuova era glaciale

febbraio 4, 2008

Mi sono rotto di sentir sfoderare a ogni piè sospinto questa storia:

"Ma cosa stai ad ascoltare quelli? Adesso dicono che c’è il Global Warming,
ma negli anni ’70 erano sicurissimi che stesse iniziando una nuova era glaciale".

Io non sono sicuro di niente.
Praticamente il post-modernismo mi ha paralizzato da piccolo.
Se devo essere sincero, su questa faccenda, spero che ci stiamo sbagliando.

Ma l’argomentazione di cui sopra va – a seconda di chi la usa –
dal paralogismo ingenuo alla cialtronata.
Insomma, spero che si possa discutere del merito dei contenuti,
non di stereotipi a buon mercato.

La dialettica ad hominem è già abbastanza odiosa di suo.
Quando però è inapplicabile, poiché le persone (e la relativa autorevolezza)
non sono le stesse, si tratta di una mistificazione.*

Si, perché, quando mi dicono che qualcuno prevedeva
il raffreddamento globale, io mi permetto una domanda:

CHI?

Qualche nota, giusto per iniziare ad approfondire…

* o di un alibi cercato in seguito a dissonanza cognitiva?

Un miliardo di Sms durante le feste

gennaio 2, 2008

Un miliardo di Sms durante le feste
Tanti sono stati i messaggini inviati.
Ma gli spagnoli ci battono,
con un numero di Sms pro capite ancora superiore.

Però Prodi ha detto che non è vero niente.

Coda lunga, e naso pure?

dicembre 26, 2007

Vedo solo adesso un articolo di Aldo Grasso sulle previsioni del tempo.

Si tratta di un notevole esempio di falso equilibrio.
In merito, preferisco le prese di posizione di Libero o del Giornale, sono intellettualmente più oneste.

Tre stralci significativi:

1)
Ora si dice: «Se non piove è colpa dell’effetto serra»

Direi proprio di no. Mercalli ha sempre tenuto ben distinti i concetti di tempo meteorologico e trend climatico.*
Semmai può approfittare delle congiunture di siccità per evidenziare la vulnerabilità che già adesso il nostro sistema ha.
Visto che per i prossimi anni si prevede un probabile aumento della temperatura e un possibile calo delle precipitazioni, non mi sembra così fazioso sottolineare che in certi periodi siamo GIÀ in zona di stress e dovremmo pensare ad aumentare la resilienza del sistema.

2)
Il fenomeno della politicizzazione delle previsioni del tempo trova la sua consacrazione nello strepitoso successo di «Che tempo che fa» di Fabio Fazio. Nata come occasione per occuparsi del tempo di fine settimana, a poco a poco la trasmissione è diventata uno dei talk più ambiti e ossequiati. Così il metereologo Luca Mercalli ha preso coraggio…

Mi dispiace, ma l’intenzione politica della trasmissione esisteva già alla sua creazione.
Questo non la legittima ulteriormente, perché non ce n’è bisogno, ma smonta lo stratagemma con cui Grasso vuol far passare Mercalli per un usurpatore o un professionista montato che esce dalle righe e dalle sue pertinenze (sta diventando un vizio, questo, per Grasso).

Volendo dare pan per focaccia al critico, si potrebbe scrivere del suo:
Articolo politico cripto-negazionista posto nella sezione "spettacoli" col pretesto di parlare dell’evoluzione stilistica delle previsioni meteorologiche.

3)
Il «ciclo Mercalli» è il più ideologico e incattivito

Passi l’ideologico, ma l’incattivito? Non è una connotazione indebita, un attacco ad hominem?

Mercalli è una persona sanamente preoccupata.

—   —   —   —

* Ho visto più esempi di questa confusione nel campo avverso:
nell’estate 2007 qualsiasi spruzzata d’acqua era il pretesto per sbugiardare le voci di siccità.
Solo che non si tratta di voci: le precipitazioni cumulative in Italia sono state molto sotto la media, negli ultimi 12 mesi. E nel sud Europa le variazioni degli ultimi decenni sono state preoccupanti.
Anche se qui c’è una fluttuazione continentale che probabilmente ha poco a che vedere con l’effetto serra; certo, se le due cose si sommassero non sarebbe una consolazione.

L’OGM che non è mai esistito

dicembre 21, 2007

Parlare di OGM in generale non è possibile, e privo di senso. Sarebbe come dire “i funghi fanno male” oppure “i funghi sono buoni”. Ma vogliamo distinguere tra i Porcini e le Amanite o no?

Bel post (di mesi fa) di Dario Bressanini

Il miracolo di Rifkin: trasformare l’idrogeno in oro

dicembre 6, 2007

Piuttosto che scrivere le stesse cose, segnalo un post su Rifkin, significativo soprattutto nei commenti.
Direi che sono stati anche troppo buoni.

Casini con Office 2007?

novembre 23, 2007

Non avete Microsoft Office 2007 e simpatici conoscenti continuano ad inviarvi documenti OpenXML (*.DOCX, *.XLSX, *.PPTX)?

Notizia numero 1
Se disponete di un Office più vecchio, una patch Microsoft (scaricabile da questo indirizzo) vi permetterà di aprire direttamente i nuovi formati.

Notizia numero 2 (meno scontata)
Se NON disponete di Office, la stessa patch permette di aprire i documenti medesimi e di salvarli in DOC, XLS, PPT, per poterli poi importare nella vostra applicazione compatibile (OpenOffice, Abisuite, etc.)

Se invece AVETE MS Office 2007, fate un favore al mondo e impostate l’opzione come nelle immagini più in basso.
E se non potete proprio fare a meno del nuovo formato, ricordatevi almeno di chiedere ai destinatari se possono aprirlo!

Word leggibile

Excel leggibile

Panem et circenses

ottobre 31, 2007

Dialogo.
Oggi a pranzo.

– Certo è che non puoi pretendere che a un referendum, che so, sul nucleare, la gente possa votare con cognizione se tutte le sere la TV dà l’Isola e il Grande Fratello (hidden thought: certo che anche VespaCogne…)
– Mah, anche questa storia… è poi il pubblico che lo vuole, non è colpa di chi programma.
– Vuoi dire che c’è un’unica direzione causale?
– Be’, sì, non è giusto condizionare in modo occulto i gusti delle persone. Tutto sommato così è più democratico.
– Insomma, non pensi che in campo culturale si verifichino dei circoli viziosi o virtuosi? Che non ci sia spazio, per chi programma, di proporre qualcosa con un pizzico di coraggio conseguendo ugualmente dei risultati commerciali?

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Perché giocare continuamente al ribasso? A me sembra che la fantasia sia spesso stata premiata.

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Stasera prima di cena. Jogging Corsa.
Porte di casa decorate con zucche luminose e teschi fluorescenti.

Ho pensato:
"Si vede che dieci anni fa gli italiani hanno capito di ardere dal desiderio di festeggiare Halloween. Dev’essere stata dura per i produttori di costumi e gadget soddisfare la domanda".

Sì. Dev’essere andata proprio così.