Posts Tagged ‘centrali nucleari’

Ma allora ci vado io, a difendere il nucleare

Mag 15, 2010

Il 13 maggio, a Radio3 Scienza, Margherita Hack ha dato il suo contributo alla causa delle centrali nucleari. Sono rimasto sgradevolmente sorpreso. Ma non dalla sponda che ha scelto la Hack. Quando uno scienziato di fama (per quanto la Hack non sia tra i miei favoriti) interviene a spiazzare posizioni fruste o scontate mi trova sempre assetato di conoscenza.

E invece stavolta niente, cazzo. Mi ha tirato fuori le quattro cose che anche una Carfagna, un Gasparri o un De Mattei avrebbero potuto dire.

Non voglio far trasparire un’ironia che non c’è; sono proprio triste. Perché non si tratta solo della Hack, ovviamente; ci sono grandi manovre, poco rispettose dei fatti e del cervello della gente, a prescindere dal colore e dalla direzione che hanno.

Insomma, mi son trovato a desiderare di essere là. E non per dire le mie ragioni del no al nucleare. Piuttosto, per illustrare alcune possibili ragioni per il sì. Ma serie. Sarebbe bello raccontare alla gente che con l’energia siamo messi come il porco a Natale. Forse gli italiani penserebbero che vale la pena di differenziare strategicamente le fonti, anche con qualche centrale nucleare. Oppure potrebbero immaginare che il potere voglia garantirsi il controllo di una sorgente di energia concentrata per i periodi bui che verranno. Sicuramente le priorità e le aspettative energetiche, nella testa dei liberi cittadini, cambierebbero rapidamente.

A questo punto davvero non mi fido più. Ci trattano come dei bambini, e io sento puzza di bruciato.

Annunci

Quanto ci è costato dire “no” al nucleare

Mag 26, 2008

Un’interessante esempio di paralogismo (implicito):
Quanto ci è costato dire “no” al nucleare
.

Potrà esserci costato assai (e io sono d’accordo!),
ma ciò non implica che sia la scelta migliore da fare ADESSO.

Faccio un parallelo: mettiamo che dieci anni fa io e mio fratello avessimo 10 miliardi a testa da investire.
Mettiamo che lui lo abbia investito in appartamenti, ricavandone il doppio, viste le quotazioni del mercato immobiliare degli ultimi anni.
Mettiamo che io invece abbia fatto investimenti sbagliati (Argentina, Parmalat, vedete voi).

Ora io mi sveglio e butto tutto quel che mi resta sulle case. È una buona idea? Probabilmente no.

Come spesso capita, ho l’impressione che Bardi mi legga nel pensiero:

Il pendolo oscilla per tante ragioni; principalmente perché avevamo esagerato negli anni ’80 nel demonizzare il nucleare. (…) Il tanto vituperato nucleare ha oggi il sapore del frutto proibito che non avevamo mai assaggiato

Ne traggo un link degno di evidenza:
Domande a Scajola di Carlo Stagnaro.

Aggiungo anche:
Ripartire da zero a far centrali con le tecnologie di oggi è un po’ come rimettersi a far carrozze (anche se sempre più belle e comode) quando si stanno aprendo le prime fabbriche di automobili

Ancora sul nucleare

Mag 24, 2008

Dopo il mio improvvisato post di oggi ispirato da Crisis,
vedo di raccogliere un po’ di contributi.

ASPO sul nucleare

Capemaster

Crisis

Network Games

Il Lume Rinnovato

Leucophaea

Luca De biase

Mondo Elettrico

Uranio dall’acqua di mare

Weissbach

Silvio Berlusconi

Uno con cui mi trovo in sintonia

Mag 23, 2008

Un aggiornamento qui.

Non sono contrario alle centrali nucleari.
Nel 1986 avrei votato no al referendum, ma ero ancora minorenne.
E qualche centrale, se la facciamo in fretta, ci tornerà comoda.
Nel nostro mix energetico variegato ci può stare anche il nucleare (il link è a Beppe Caravita), per quanto io non riesca a capire esattamente quale tecnologia stia promettendo Scajola (III+? IV? Ma allora è pronta?!?).

Sicuramente però è nefasto far balenare agli occhi degli italiani un miraggio.
E se proprio qualcuno ambisce ad aggiudicarsi l’appalto di grandi opere, forse è bene rivalutare altre possibilità.

Ho conosciuto Pietro Cambi al convegno ASPOItalia1 a Firenze nel 2007.
Mi piace il suo approccio, disincantato ma operoso.
È uno degli artefici del cinquino elettrico.

Esprime la sua posizione sul nucleare in un post dalle prospettive meno anguste:

(…) Saremmo, faccio presente, nel 2020.
NON C’È, in alcun modo, tutto questo tempo.
Proprio non c’è (…)

Insomma: capisco che in una ottica, come dire, ahem, Liberal-Keynesiana (ok è un ossimoro ma anche, ainoi, una rappresentazione della linea politica prevalente) ci vogliano, sempre e comunque, le grandi opere. Si potrebbe, però, discutere di QUALI fare con un po’ di gnegnero, buon senso, declinato alla toscana?