Posts Tagged ‘carburanti’

CIP6

gennaio 22, 2008

Per un po’ devo diradare il blog.

Ma Ivo mi chiede qualcosa del CIP6.
Ho raccolto alcuni documenti, ma per ora non riesco ad organizzarli decentemente.

Un post per cominciare è La grande giungla del CIP6 su ASPO-Italia.

Interessanti sono anche questo documento
dell’Istituto Bruno Leoni e questo resoconto dei Verdi.

Ognuno ha le sue opinioni, ma mi sembra che
i numeri non siano messi in dubbio da nessuno.

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I biocarburanti di seconda generazione

giugno 25, 2007

I biocarburanti di seconda generazione.
Da Zeusnews.
Anche se mi ricorda un po’ Alfonso2000… 😉

Scooter all’idrogeno che non inquina?

marzo 11, 2007

Arriva Triggino, scooter all’idrogeno che non inquina

Siamo alle solite. Wishful thinking.

Accolgo sempre con favore i tentativi, ma qui come al solito vogliamo illudere la gente che tutto – cambiando – possa restare come prima.

Lo scooter "ha una potenza elettrica di 4,5 chilowatt". E’ questo il peccato originale.

Se non riduciamo pesi e potenze, non ne veniamo fuori.

A spanne, direi che dobbiamo stare sotto i 2 kW
(tra l’altro così si scoprirà che conviene usare accumulatori elettrici).

1° edit:
tra l’altro l’articolo ANSA è pieno di passaggi poco chiari, se non di errori: vedi il "90% di energia importata", o la "pala eolica da 90 cm e 3 MW"; ma questo è un altro discorso.

2° edit:
Avete idea di quanti pannelli solari servano per caricare uno scooter di questo tipo? Parecchi!

Dobbiamo iniziare a pensare a soluzioni "di sistema" a questi problemi. Es.: avere doppie le batterie di questi veicoli, e caricarle a rotazione coi pannelli sul tetto (DI CASA, però).
Usando adeguati controlli di carico, sarebbe utile a compensare i picchi di produzione durante il giorno.

Messico: etanolo in pesante competizione con l’uso alimentare del mais

gennaio 27, 2007

Da un articolo di Roberto Da Rin sul Sole 24 Ore (25.01.07 – pag. 9)

In Messico il prezzo delle tortillas è più che raddoppiato
dal gennaio 2006 al gennaio 2007.
(numeri forniti dal quotidiano – sul web le cifre sono più controverse)

Il motivo è la forte richiesta di mais per la produzione di etanolo da autotrazione.

E’ una prima evidenza di quanto già prospettato più volte,
per esempio su questo blog [1] [2], su ASPOItalia,
Petrolio ed EcoAlfabeta.

Da parte mia insisto sul fatto che l’uso dei biocombustibili è un’ottima cosa se recupera degli scarti, o al massimo se è fatto con coltivazioni o territori complementari.

Ma culturalmente l’idea di produrre energia con le colture ha un effetto fuorviante.
Ci fa credere che l’agricoltura intensiva produca energia, mentre in realtà ne divora!

(cfr. IL PETROLIO CHE MANGIAMO)

L’ultimo post di Ugo Bardi – Il suicidio verde – è imperdibile.

Se restiamo a corto di petrolio non ci mancano le auto, ci manca il cibo…

Edit: Tortillas and the Theory of Second Best

In some areas of Mexico, the price per kilo has risen from 63 cents a year ago to between $1.36 and $1.81 earlier this month.

nessun titolo

dicembre 10, 2006

Biocarburanti: come volevasi dimostrare.

Come dicevo qualche riga qui sotto,
la competizione tra coltivazioni a scopo alimentare e a scopo energetico è una cosa seria.

L’articolo citato però non è del tutto pessimista, ed evidenzia come l’impiego energetico possa recuperare frazioni organiche che a tutt’oggi vengono scartate (pula, fusti, foglie, etc.).

nessun titolo

dicembre 8, 2006

Piante erbacee selvatiche come fonte di combustibile?

Un’altro articolo da Discovery News.

Uno studio dell’Università del Minnesota mostra la possibilità di usare piante erbacee per produrre energia da biomassa: una frazione come etanolo per i trasporti, una frazione come biomasse da riscaldamento/cogenerazione.

Al di là di quanto alla fine queste prospettive si rivelino efficaci, l’articolo è da leggere perché sottolinea alcuni aspetti molto importanti della questione bio-combustibili:

– bisogna valutare sempre l’impatto energetico complessivo,
   altrimenti certi bio-combustibili possono essere uguali o peggiori del petrolio;

– è importante riuscire a sfruttare terreni abbandonati e
    non entrare in competizione con l’agricoltura alimentare;

– per questi impieghi si deve pensare a tutta la biomassa della pianta,
    non solo quella del frutto o del seme;

– alcune specie vegetali selvatiche poco sfruttabili per l’alimentazione
    possono essere però più efficienti sequestratori di CO2.