Posts Tagged ‘biocarburanti’

Metti un bacio (Perugina) nel motore

gennaio 3, 2008

Nel Sahara, su un camion alimentato a cioccolato.

A leggerla la storia è migliore di quanto sembri,
perché il cioccolato impiegato è in realtà uno scarto di produzione.

Sicuramente però le quantità disponibili sono piccole rispetto alla richiesta.

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Il petrolio che mangiamo – reloaded

settembre 28, 2007

Carletto Darwin mi mette lì un bel post dove accenna alla problematicità della questione "biomasse = ridotte o nulle emissioni nette".
Io contribuisco con le mie due mezze idee risapute, che voglio sempre ricordare.

***

Il discorso è abbastanza complicato.
In generale si tende a credere che, nel bilancio, il terreno fornisca acqua, sostegno fisico e micronutrienti, l’aria fornisca CO2 e il sole l’energia.
In realtà le nostre colture intensive "barano" sia sui nutrienti azotati che sul carbonio già ridotto (presente nell’humus).

Due punti importanti:

1) le pratiche agricole moderne forniscono alle colture fertilizzanti e pesticidi, che sono prima di tutto dei contributi energetici (cfr Manning, Il petrolio che mangiamo).

2) Sembra che l’humus dei suoli contenga più del doppio del carbonio immagazzinato nei vegetali viventi.
http://www.aip-suoli.it/bollettino/n1-3a05/n1-3a2005.pdf
http://www.inforesta.net/…/wsl_boeden_co2_IT?-C=&

Quando si vuole fare un bilancio corretto della resa di una coltivazione si dovrebbe valutare anche quanto questa influisca su questo patrimonio, che è anche energetico.

Sulla nefandezza dei titoli

settembre 25, 2007

Sulla copertina di Quattroruote di settembre vediamo:

RUBBIA "Niente paura, finita la benzina andrete a etanolo".

Non entro nel merito dell’articolo: vale la pena di leggerlo.
Ma varrebbe la pena di farlo anche solo per giudicare se il titolo è congruo.

Io credo proprio di no.
Il titolo è rasserenante, mentre lo spirito di ciò che dice Rubbia non è "Tranquilli";
al contrario, l’interpretazione più ottimista possibile è "Diamoci da fare che il tempo stringe".

(…) vogliamo arrivare a un mondo di barbari in cui ci si scanna per l’ultima goccia di petrolio?

(…) non vedevo sbocchi promettenti con l’idrogeno

(…) quanto alle modifiche genetiche, cerchiamo di non usare il paraocchi: qui c’è un terreno di ricerca strategico, da cui l’Italia non può restare fuori, anche se da tempo ho smesso di pensare che il mio Paese segua strade logiche. Io faccio la Cassandra, (…) ma poi sono i governi a decidere.

(…) L’obiettivo è semplice: evitare che le generazioni future vivano peggio della nostra. Quanto alle cose da fare, direi che la prima spetta alle case automobilistiche: ci devono dare auto più leggere, non è possibile andare in giro con automobili che pesano due tonnellate

(…) Poi è ovvio che chi più inquina, più deve pagare: è pacifico che viaggiare con una SUV che fa quattro chilometri con un litro deve essere tassato in modo più incisivo.

(…) Dobbiamo stare molto attenti, se non si trova in fretta l’alternativa al petrolio corriamo il rischio che si pratichi un’altra via: la trasformazione del carbone in benzina. (…) sarebbe una catastrofe.

Lo sottolineo: in discussione qui non è l’essere d’accordo o meno con Rubbia, ma l’onestà del titolo.

Alimentari, prezzi raddoppiati entro il 2017

luglio 31, 2007

Il presidente e patron di Nestlè, Peter Brabeck, dalle colonne del Financial Times ha recentemente pronosticato una «notevole inflazione dei generi alimentari, che non sarà di breve durata».

I biocarburanti di seconda generazione

giugno 25, 2007

I biocarburanti di seconda generazione.
Da Zeusnews.
Anche se mi ricorda un po’ Alfonso2000… 😉

La bufala del biodiesel

Mag 7, 2007

Il carburante estratto dalla colza sembra inquinare di più di quello tradizionale. Interessi forti sostengono una bufala affascinante e pericolosa.
Niente di nuovo sulle pagine di questo blog, e dei link qui a lato.
Ogni tanto tornano sull’argomento anche quelli di Zeusnews (in particolare Michele Bottari).

Vandana Shiva: Taking the Oil Out of Agriculture

febbraio 27, 2007

Sto finendo di ascoltare il discorso conclusivo di Vandana Shiva all’ultimo convegno della Soil Association UK.

Il podcast in mp3 è qui, mentre la trascrizione è qui.

Vi troviamo i temi classici che stanno a cuore a Vandana Shiva (e un notevole ottimismo sulle rese dell’agricoltura biologica).

Consiglio di dare un’occhio (o un orecchio) a tutti gli interventi.
Il tema è stato One Planet Agriculture: Preparing for a post-peak oil food and farming.

Sono contributi importanti, che tentano di dare risposta a un interrogativo fondamentale della nostra alimentazione futura: "How to take the Oil out of Agriculture?"

Come fare a eliminare (ma anche solo a ridurre) la dipendenza dell’agricoltura dalle fonti fossili?

Messico: etanolo in pesante competizione con l’uso alimentare del mais

gennaio 27, 2007

Da un articolo di Roberto Da Rin sul Sole 24 Ore (25.01.07 – pag. 9)

In Messico il prezzo delle tortillas è più che raddoppiato
dal gennaio 2006 al gennaio 2007.
(numeri forniti dal quotidiano – sul web le cifre sono più controverse)

Il motivo è la forte richiesta di mais per la produzione di etanolo da autotrazione.

E’ una prima evidenza di quanto già prospettato più volte,
per esempio su questo blog [1] [2], su ASPOItalia,
Petrolio ed EcoAlfabeta.

Da parte mia insisto sul fatto che l’uso dei biocombustibili è un’ottima cosa se recupera degli scarti, o al massimo se è fatto con coltivazioni o territori complementari.

Ma culturalmente l’idea di produrre energia con le colture ha un effetto fuorviante.
Ci fa credere che l’agricoltura intensiva produca energia, mentre in realtà ne divora!

(cfr. IL PETROLIO CHE MANGIAMO)

L’ultimo post di Ugo Bardi – Il suicidio verde – è imperdibile.

Se restiamo a corto di petrolio non ci mancano le auto, ci manca il cibo…

Edit: Tortillas and the Theory of Second Best

In some areas of Mexico, the price per kilo has risen from 63 cents a year ago to between $1.36 and $1.81 earlier this month.

nessun titolo

dicembre 10, 2006

Biocarburanti: come volevasi dimostrare.

Come dicevo qualche riga qui sotto,
la competizione tra coltivazioni a scopo alimentare e a scopo energetico è una cosa seria.

L’articolo citato però non è del tutto pessimista, ed evidenzia come l’impiego energetico possa recuperare frazioni organiche che a tutt’oggi vengono scartate (pula, fusti, foglie, etc.).