Posts Tagged ‘ASPO’

Il picco del petrolio mainstream

aprile 24, 2010

Premessa. Vorrei ricordare che i problemi derivanti dal “picco del petrolio” all’apice della curva sono legati più alla capacità che alle riserve. La questione centrale non è tanto “Quanto ne resta?” ma “Quanto riusciamo a estrarne al giorno rispetto alla domanda?”.

Cristiano parte da un articolo di Kate Mackenzie sul Financial Times per riepilogare alcune avvisaglie raccolte sui media – solo le più recenti – a proposito del picco.

Lo trasporto di peso qui, comprende un piccolo elenco molto significativo.
E a chi sa l’inglese consiglio di leggere direttamente l’articolo del FT: riassume sinteticamente – per quanto possibile – molti aspetti della situazione.

Il Picco del Petrolio allo scoperto

“Politici, economisti e picchisti* stanno cominciando a parlare lo stesso linguaggio?” è questa la domanda che si fa Kate Mackenzie sul Financial Times (vedi articolo qui). Fa parte di quel processo che io di solito etichetto come “il risveglio dei media”. Mano a mano che la transizione (notare la t minuscola) avanza e che la crisi conseguente diventa più manifesta, ignorare le vere cause o nasconderle diventa più difficile. Ecco quindi che i problemi emergono in ogni ambiente e i giornalisti cominciano ad occuparsene: si parla sempre più spesso di Picco del Petrolio.

Kate menziona il post di Chris Nelder a proposito della fine del momento negazionista rispetto al Picco del Petrolio; l’intervista del Telegraph a Sir David King sui dati falsati delle IEA; l’intervento di Richard Branson il più famoso degli imprenditori britannici; il report dell’UK Energy Reserch Council sul rischio di picco entro il 2030, quello dello US Joint Forces Command (ne parlavo qualche post fa) ecc.

A volte i linguaggi sono diversi, ma il senso generale rimane: c’è un problema e bisogna cominciare ad affrontarlo. Beh, cominciate a dirlo in giro se già non lo state facendo, ora è più facile essere ascoltati e abbiamo bisogno che il maggior numero di persone possibile si renda conto della situazione: è così che può nascere il cambiamento.

* Vengono chiamati picchisti, o peak oilists in inglese, quelli che da anni si occupano di diffondere notizie su questo problema; per capirci, i membri di ASPO sono picchisti.

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Arrestato James Hansen

giugno 24, 2009

NYT -> ASPO -> Lombroso

Sta facendo il giro del mondo la notizia dell’arresto – ieri, 23 Giugno – di James Hansen, climatologo della NASA, mentre protestava contro una miniera di carbone in Virginia. Hansen è uno dei climatologi più attivi e più noti nel campo degli studi sul riscaldamento globale.

Sono stato in contatto più di una volta con Hansen e i suoi collaboratori. La senzazione che hai parlando con loro è chiarissima: chi lavora seriamente sulla questione del riscaldamento globale si rende conto sempre di più che siamo nei guai...

Altro non ci appulcro.

Scaldare soltanto il volume intorno alla persona

gennaio 4, 2009

Riscaldarsi alla giapponese

Ci stavo pensando di recente.

Si vede che è nello Zeitgeist.

Aggiornamento: infatti.

Noise reduction

dicembre 14, 2008

Nel mio piccolo piccolo mi do da fare anch’io.
(grassetto mio)

Dal blog di ASPO:

Spigolando su internet, ho trovato questo commento datato 24 Luglio 2008 in un lungo thread di batti e ribatti sul nucleare.

“L’ho detto e lo ripeto: l’ASPO di cui è attivo esponente il Dott. Ugo Bardi, si rifà alle tesi ultra ambientaliste del Club di Roma (associazione ambientalista famosa negli anni ’70 e ’80) e al libro che questa fece pubblicare nel 1973, all’indomani dello shock petrolifero, intitolato “I limiti dello sviluppo” ove, oltre a prevedere una glaciazione intorno ai primi anni 2000, si affermava che oro, argento e rame si sarebbero esauriti entro la metà degli anni ’80 mentre le scorte di petrolio non sarebbero andate oltre il 1999…. Mah! Tirate voi le conclusioni “

Per quelli di voi che non sono familiari con la faccenda; preciso che il libro intitolato in Italia “I limiti dello sviluppo” (ma in realtà in inglese “I limiti alla crescita”) è stato pubblicato nel 1972, ovvero prima (e non dopo) lo shock petrolifero. Il libro, ovviamente, non prevedeva nessuna glaciazione e nemmeno che oro argento e mirra (o rame o petrolio o che altro) si sarebbero “esauriti” in un anno qualsiasi, tantomeno alle date citate!

E’ incredibile la persistenza di certe leggende!

Geordie secondo Bardi

agosto 25, 2008

Nella pratica, il conflitto si è risolto a favore del Re, e Geordie è finito impiccato.
Potremmo immaginarci una fine diversa, in cui Geordie capeggia una rivoluzione contadina, prende d’assalto il castello e fa tagliare la testa al Re. Dopodiché, viene dichiarata la repubblica il bosco dei cervi diventa “proprietà del popolo”. Si tagliano gli alberi e si sterminano tutti i cervi. Il popolo decide spontaneamente di usare i ricavi della vendita del legno e della carne di cervo per erigere una gigantesca statua di bronzo a Geordie. Il Soviet supremo, capeggiato da Geordie, istituisce l’agricoltura collettivizzata…

Un post che può stare nella Top Ten di sempre.

La spigolatura dei rifiuti

agosto 8, 2008

Se in questi giorni d’agosto avete poco tempo per leggere,
un ottimo rapporto tra rendimento e costo lo avrete da questo post.

Un [micro]saggio su rifiuti (et al.) tra i migliori che io abbia mai letto.

Uno con cui mi trovo in sintonia

maggio 23, 2008

Un aggiornamento qui.

Non sono contrario alle centrali nucleari.
Nel 1986 avrei votato no al referendum, ma ero ancora minorenne.
E qualche centrale, se la facciamo in fretta, ci tornerà comoda.
Nel nostro mix energetico variegato ci può stare anche il nucleare (il link è a Beppe Caravita), per quanto io non riesca a capire esattamente quale tecnologia stia promettendo Scajola (III+? IV? Ma allora è pronta?!?).

Sicuramente però è nefasto far balenare agli occhi degli italiani un miraggio.
E se proprio qualcuno ambisce ad aggiudicarsi l’appalto di grandi opere, forse è bene rivalutare altre possibilità.

Ho conosciuto Pietro Cambi al convegno ASPOItalia1 a Firenze nel 2007.
Mi piace il suo approccio, disincantato ma operoso.
È uno degli artefici del cinquino elettrico.

Esprime la sua posizione sul nucleare in un post dalle prospettive meno anguste:

(…) Saremmo, faccio presente, nel 2020.
NON C’È, in alcun modo, tutto questo tempo.
Proprio non c’è (…)

Insomma: capisco che in una ottica, come dire, ahem, Liberal-Keynesiana (ok è un ossimoro ma anche, ainoi, una rappresentazione della linea politica prevalente) ci vogliano, sempre e comunque, le grandi opere. Si potrebbe, però, discutere di QUALI fare con un po’ di gnegnero, buon senso, declinato alla toscana?