Posts Tagged ‘analisi’

La parte essenziale è la cornice

settembre 14, 2015
Scriveva Frank Zappa* che la parte più importante di un’opera d’arte è la cornice. C’è da dire che arrivava buon ultimo, nell’arte del ‘900, a farlo notare. Non si tratta solo di una provocazione, ma di una questione di sostanza. È un punto chiave della filosofia dell’arte, ma vi risparmio qui gli approfondimenti: mi limito a rilevare che in campo scientifico e tecnologico questa osservazione è ugualmente rilevante, se non di più.
Comunque non voglio abusare della metafora e passo a occuparmi di simulazione.
Frank Zappa - The Frame
Ogni volta che noi progettisti facciamo due conti – di qualunque tipo: dalle formule più semplici dei prontuari fino alle analisi da milioni di DOF – usiamo dei MODELLI. Questi modelli sono SEMPRE delle approssimazioni; è una realtà che confido sia ben presente nei nostri pensieri, ma è bene ricordarla spesso.
Il punto è: per quali ragioni un modello è approssimato? Quali sono i punti deboli da controllare quando si valida un modello?
Ecco, io credo che in queste considerazioni ci scordiamo spesso della cornice. È abbastanza facile ricordarsi dei difetti INTERNI al modello; più difficile è vedere la cornice.
Quando si crea (o si usa) un modello per studiare un sistema, se ne devono definire prima di tutto i confini. In verità, il primo e più determinante atto fondativo di qualunque modellistica è la divisione del mondo in due parti: ciò che è dentro al sistema e ciò che ne sta fuori.
Il secondo sottoinsieme ha un nome ben noto, se non famigerato: AMBIENTE.
(continua)
—   —    —   —    —   —    —   —
* The Real Frank Zappa Book, p. 140
Annunci

Fluidodinamica for dummies

novembre 25, 2008

Post che ravviva i fulgori dei bei vecchi tempi.

Nella mia foga “coibentativa” mi è venuto un dubbio:
ha senso inserire un isolante da 20mm dietro i termosifoni?

Considerati nel complesso i meccanismi di trasmissione del calore, la risposta è tutto fuorché ovvia.

Se lo spessore disponibile fosse di almeno 50mm non ci sarebbero dubbi (meglio coibentare), ma con così poco spazio si rischia di attivare una conduzione che, se pur di bassa intensità, è peggio dell’effetto isolante dello strato limite.

Esisterà quindi un valore critico di spessore sopra il quale conviene mettere l’isolante e sotto il quale no.

I parametri in gioco sono parecchi, e la risposta può venire solo da una dettagliata simulazione termo-fluidodinamica.

La cosa incredibile è che oggigiorno la posso fare in poco tempo e su un portatile.
Anche solo 10-20 anni fa calcoli di questa complessità richiedevano risorse notevoli, e spesso non erano alla portata non solo dei singoli, ma neppure delle PMI.

Il responso? Sono proprio sulla soglia! Che mondo difficile.
Considerato costi e tempi, mi conviene lavorare solo sull’isolamento delle pareti libere.
Ma quando faremo manutezione all’impianto converrà portare i termosifoni fuori nicchia.

Seconda variante: