Posts Tagged ‘aborto’

Yet another view about the Brazilian child debate

marzo 8, 2009

Premessa: vedo ora l’intervento di Aioros.
Mi sembra complementare e
opportuno.

E c’è pure un post dell’Oca, con qualche numero interessante.

E questa è la risposta di Malvino.

Non avrei voluto entrare nel merito, ma il Pigna mi ha obbligato a valutare se la sua lettura in proposito non fosse troppo personale o forzata (e rientrasse sotto la specie criticata da Aioros).

Citare il Vangelo in quel modo significa sostanzialmente dare dell’incoerente o – addirittura  – dell’usurpatrice alla Chiesa di Roma.

Io mi chiedevo: ma dopotutto, quell’aborto non sarebbe stato ammissibile anche secondo le strette regole vaticane? Anche lasciando da parte le larghe pratiche, fenomeno del quale ho solamente molti indizi e voci.

La Chiesa permette l’aborto “terapeutico”, ossia la pratica di privilegiare la vita della madre quando c’è da scegliere tra la sua e quella del feto?

Mi risultava di sì(1); cercando la risposta nei miei ricordi ho trovato una perla (ho molte perle di questo genere incastonate nella memoria):

Circa 15 anni fa feci la domanda di cui sopra al mio direttore spirituale.

La risposta fu: “Noo, cosa dici, ai medici è lasciata la libertà di curare, non di uccidere; se una terapia che salva la madre poi, malauguratamente, fa morire il bambino, non ci si può fare niente”(2).

Come scriveva un ben tradotto Scott Adams, questa è “una logica più torturata di Pavarotti ad un concerto di Zucchero”.

Oppure, semplicemente, ipocrisia.

Ora, non ho verificato se la posizione sopra esposta è quella ufficiale, solo una di quelle ammesse o una interpretazione eretica del mio ex direttore spirituale (per quanto udita da più fonti); come ho già scritto, la variabilità riscontrabile tra le posizioni dei membri della chiesa non è accidentale, ma strutturale al loro polimorfismo tattico.

Ci sono molti punti di contatto con il caso Englaro; anche quella situazione permetteva una notevole flessibilità da parte del magistero; questo solo riguardo alle strette regole: le larghe pratiche non le considero neppure.

In realtà nelle recenti(3) prese di posizione io leggo manovre che – con buona pace dei fedeli più onesti – non riguardano veramente aspetti etici, ma sono sostanzialmente delle affermazioni di leadership.

Insomma, come vado ripetendo ai miei amici cattolici più “progressisti”: io non pretendo che dichiarino esplicitamente di essere dei protestanti (quello sono), ma almeno che riconoscano che fondamentalmente è tutta una questione di potere.

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(1) anche se a un occhio distratto potrebbe apparire che non si tratti sempre della scelta raccomandata

(2) Questo evidenzia pure che, per quanto dichiarino loro regola aurea il “lasciar fare alla natura” poi vi si attengano a scacchiera anche all’interno della stessa azione (vedi anche alla voce Englaro)

(3) dal 2005 in poi: sarà una coincidenza?

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FINGERE DI NON CAPIRE

aprile 19, 2008

Commento al post FINGERE DI NON CAPIRE di Farfinta.

Nel commento mi sono focalizzato sul Ferrarone, ma ripensandoci concordo sempre più col fatto che CAPIRSI sia lo scoglio più grande, anche e soprattutto se si è in buona fede.

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Alle volte non è che chi si comporta male finge di non capire. Alle volte è solo e semplicemente che non capisce.

Su questo hai il mio consenso completo. Aggiungerei però che vale per tutti.

Una cosa che bisognerebbe capire, ad esempio, è che dallo specifico dito dipende quale luna si vede. Purtroppo la Terra ha un solo satellite, e la metafora funziona male.

Nel caso di Ferrara, si ha un bel da fare a sostenere che “il corpo delle donne” è un’argomentazione surrettizia o semplificatrice. Perché – ad esempio – chiunque sia contrario all’aborto e contemporaneamente stigmatizzi la contraccezione è inesorabilmente contro la dignità della donna. Che si tratti di un vescovo, di Giuliano Ferrara o di Madre Teresa di Calcutta.

Condannare chi tira le uova è giusto, ma anche facile; non si entra nel merito delle idee (non è forse quello che lamenta EGdL?).

So benissimo che alcuni, tra quelli che contestano gli antiabortisti, non sono grandi esempi di fair play. Ma è vero anche per gli altri; e qualcuno che cerca l’onestà intellettuale c’è.

Se vogliamo fare qualche passo avanti, forse dobbiamo accettare qualche mossa faticosa.

Ad esempio smettere di difendere Ferrara.

UPDATE:

Questo post di Regalzi ha tutto il mio sostegno. Glielo avrei dato pure 20 anni fa.

Pensavo già da cattolico che, se chi crede in Dio crede anche in quello che dichiara, l’aborto debba essere la priorità numero uno. Non si può gridare all’urgenza – al genocidio – solo quando si tratta di limitare i diritti degli altri. Lo si deve fare anche rispetto alle proprie responsabilità: non potete continuare a lavorare, divertirvi (e pregare, persino) come se niente fosse.

Ma le gerarchie vaticane ci hanno insegnato già nella lotta all’AIDS che il fine non giustifica i mezzi. Stranamente i compromessi si fanno solo quando si parla di soldi (per non dire altro).

Da quando un anticoncezionale ammazza gli infanti?

settembre 18, 2007

Risposta al commento di leilani sulla “pillola” in un post di Metilparaben, “Ricarica clericale“.

“Da quando un anticoncezionale, che appunto evita che il concepimento di un bambino, ammazza gli infanti?”

Le cose stanno come segue (nella dottrina cattolica odierna*).

Ogni ovulo fecondato (anche se è ancora una singola cellula) è una persona completa.
Quindi ogni azione effettuata allo scopo di impedire la gravidanza è considerata aborto, se avviene dopo la fecondazione.

In questo senso la pillola del giorno dopo è considerata abortiva (per i cattolici non ci sono differenze tra questa e la RU-486). Anche se…

E la spirale non viene considerata un anticoncezionale, ma un dispositivo per l’interruzione della vita umana, la quale viene fatta iniziare dal concepimento, ossia ben prima dell’attecchimento dell’embrione.

E la pillola anticoncezionale?
La pillola, nei rari casi in cui non riesce a contrastare la fecondazione dell’ovulo, ne impedirebbe l’attecchimento.

In questo senso, l’uso della pillola viene considerato “saltuariamente” abortivo.

L’uso di anticoncezionali “artificiali” sarebbe comunque proibito, ma questa interpretazione più restrittiva (si passa dall’onanismo all’aborto, mica bruscolini) non è diffusa ovunque, almeno nella pratica.

Quindi ci sono anche scuole di pensiero più o meno liberali.

D’altra parte è vero anche l’opposto: secondo vaste aree della gerarchia (e non solo) il controllo delle nascite è sbagliato in sé, persino quando è effettuato con “metodi naturali”.

*sottolineo ODIERNA, perché non è stato sempre così