Bisogna essere un po’ detective…

marzo 12, 2017

…per riuscire a pagare i contributi alla Bonifica.

Mi è arrivata ieri (11/03) la mail di notifica, con allegato il bollettino MAV, da un account di servizio poco trasparente (cc-noreply@whatafxcertymail.it) e con un oggetto non chiarissimo (“Spedizione Avviso di pagamento” senza cenni al nome del consorzio, senza parole tipo “bonifica”).

Ah, il documento era stato emesso il 15/02 mentre la scadenza di pagamento è fra una settimana. Boh, avranno delle “vaschette virtuali” in cui tenere i file troppo giovani per morire.

Meno male che non mi è finita nello spam.

Anche per quest’anno ce l’abbiamo fatta.

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Shared spaces e mobilità dolce a Smart City

dicembre 9, 2016

Due puntate da sottolineare dal sempre ottimo Maurizio Melis.

Smart City del giorno 11/11/2016: Istruzioni per disegnare uno shared space
Segnatevi questa ricetta…
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Smart City del giorno 14/11/2016: Diffondere la mobilità dolce
Riprendiamo la conversazione con Matteo Dondé
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Mafia in Emilia

dicembre 3, 2016

Qui vicino.

Avvocati antimafia, così Enza Rando e Libera sono diventati bersaglio dei clan

Venerdi scorso 25 novembre, ignoti si sono introdotti nello studio legale di Modena nel quale opera Enza Rando, avvocato e membro dell’Ufficio di Presidenza di Libera.
Non vogliamo azzardare ipotesi né formulare accuse e attendiamo con serenità e fiducia lo svolgimento delle indagini da parte di investigatori e magistrati. Non possiamo tuttavia ignorare la serie di attacchi, rivolti a Libera e poi volti a delegittimare la figura di Enza, che si sono succeduti da molti mesi a livello nazionale e locale.
Dopo quest’ultimo atto intimidatorio, è inevitabile il collegamento con il ruolo di Enza Rando nella costituzione di Libera come parte civile nei processi per mafia, ruolo che la vede in prima linea a guardare in faccia i malavitosi.
Costituzione di parte civile che porta i cittadini onesti ad assistere ai processi, riempiendo le aule giudiziarie di popolo italiano nel nome del quale è amministrata la giustizia.
Per questo affermiamo con forza che, chiunque voglia intimidire Enza, vedrà la reazione di una comunità di persone perbene, pronte ad ergersi a sue guardie del corpo civili e ad affiancarla con ancor maggiore impegno nelle battaglie che insieme conduciamo. Siamo tutti Enza Rando.

La Segreteria Provinciale di Libera Modena

Giornata della memoria

novembre 30, 2016

Per apprezzare appieno la cifra del personaggio.

(vorrei non entrare qui nel merito tecnico sugli impianti; a maggior ragione, chi ha argomenti solidi non si comporta così)

Persistenza – 2

novembre 25, 2016

led-cfl-e27

Nell’immagine, una lampadina E27 a led.

Mi richiama alla memoria questo post.

Anche qui la forma richiama l’oggetto di generazione passata senza rivestire la funzione originale.

Qui addirittura siamo al retrofit del retrofit.

Una lampadina a LED che ricalca la forma di una CFL (fluorescente compatta), basata a sua volta sullo standard della lampadina a incandescenza con attacco Edison 27mm.

C’è da dire che non è nemmeno assurda, come distribuzione della luce.

Il mondo non finisce il 4 dicembre

novembre 21, 2016

Comunque vada, soprattutto se vince il no, servirà qualcuno che faccia capire a chi vorrà proporre nuove modifiche alla Costituzione che, visto che i salvini e i grillini ti sono comunque contro, magari scriverle BENE aiuta a convincere quelli come me. Se l’avessero scritta meglio e spiegata con più onestà, questa riforma, forse avrei votato sì. Non credo di essere l’unico.

PS: soprattutto, una riforma scritta bene poi forse funziona!

Piccole debolezze di grandi uomini – 2

novembre 21, 2016

Non ho capito se l’accanimento di Stephen Hawkings sulla necessità di pianificare la colonizzazione dello spazio sia davvero suo o venga semplicemente dalla ripetizione stanca, da parte dei media, dei margini più pittoreschi del suo pensiero.

Sì, perché Hawkings da tempo ribadisce l’urgenza della prevenzione: il nostro pianeta va protetto, perché è la nostra unica casa e lo stiamo logorando.

L’idea di poter “scappare” da qui è dannosa, perché illude e distrae da quanto si può e si deve fare ora.

A parte la mancanza, per ora e per molto tempo, di destinazioni plausibili, il problema principale è che mandare fuori orbita cose e persone costa un diluvio di energia. Fare discorsi in merito vuol dire esercitarsi in parodie, ma occhio alla legge di Poe: le gente poi ci crede.

Dovesse diventare tecnicamente possibile, sarebbe irrealizzabile se non per una sparutissima minoranza.

Mi meraviglio di sentire persone di cultura scientifica che ci credono (ce ne sono).

Altre piccole debolezze…  😉

Superfetazione dello spam

novembre 20, 2016

Di qui non passa quasi più nessuno, però arriva spam che è una bellezza.

La mia casella dei commenti ne registra circa 2000 alla settimana. Segno che questo indirizzo ha circolato parecchio in passato.

PS: Akismet è bravo, gli scappa un commento su 1000.

Superfetazione dei dati

novembre 11, 2016

Sono stato per qualche giornata in un’azienda di illuminotecnica, abbiamo eseguito parecchi calcoli di dissipazione termica. Anche con una feroce gestione delle cartelle (alias cancella quasi tutto alla fine del dì) abbiamo “fatto su” 1 GB di dati al giorno.

Sono un grande inquinatore, ogni anno riempirei un nuovo hard disc da mezzo tera con tutti i dati che produco o faccio produrre.

Tanto costa poco…

Gli smartphone sembrano fatti per rompersi

ottobre 19, 2016

(e per non essere facilmente riparabili)

Ormai posso dirlo con cognizione di causa: tutto il vetro usato per i telefoni è inutile e aumenta solo la probabilità di sostituzione per caduta.

Il vetro degli schermi ha varie ragioni d’essere, ma è l’incollaggio irreversibile che non si giustifica più: lo strato in vetro, che permette innegabili vantaggi, può benissimo venire applicato in modo da essere facilmente sostituito e soprattutto non propagare le rotture al touch e allo schermo.

Non parliamo poi dei vetri posteriori. La logica perversa dei “materiali nobili”, probabilmente dovuta a una moda pilotata, porta a disprezzare i tecnopolimeri, che sono la scelta ideale per il corpo e il dorso dei telefoni.

Un esempio fra tutti, le serie Xperia Z. Fino allo Z1 il dorso era in policarbonato: si graffiava ma era indistruttibile; dallo Z2 in poi lo hanno sostituito con un vetro, e difatti si rompe (esperienza personale, in famiglia li abbiamo entrambi). La perversione la vedevi nelle recensioni e nei commenti che incensavano il “miglioramento”.

Aggiungiamo in cima l’idea che il vetro debba arrivare a filo dei bordi esterni altrimenti l’estetica è grossolana…

Non condanno il fatto che una fascia di clienti possa compiacersi di oggetti da quasi 1000 euro che rischiano di frantumarsi in ogni momento; mi dispiace che una situazione simile sia obbligata per tutti gli altri, che preferirebbero sicuramente articoli più robusti.

In confronto, l’obsolescenza programmata è molto meno deprecabile.