Archive for the ‘rifiuti’ Category

Raccolta rifiuti

giugno 10, 2015

Io sono da sempre un sostenitore della raccolta differenziata porta a porta e della tariffa puntuale. Proprio per questo avrei abbastanza da ridire sul modo in cui il Comune di Carpi la sta introducendo.
In particolare è sgradevole la sensazione (forse è solo una sensazione) che si voglia ridurre la frequenza del servizio proprio quando si chiede ai cittadini di fare uno sforzo in più. In questo periodo l’amministrazione dovrebbe mostrarsi più attenta del solito ai cittadini. I risparmi verranno; ma dovrebbero essere legati alla riduzione della quantità di indifferenziato, non al fatto che ci teniamo in casa i bidoni per delle ere geologiche.
Ugualmente, mi rallegro di alcuni segnali positivi.
In giro non c’è l’inferno che alcuni avevano paventato.
E il nostro bidone condominiale dell’umido si sta riempiendo molto più velocemente di una volta, adesso. Segno che purtroppo lo sforzo lo si fa, alla fine, quando si è costretti. Ma per fortuna poi si scopre che non era tanto difficile.

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Ho capito bene? Un kWh alla tonnellata?

novembre 30, 2010

Sono rimasto scandalizzato dal servizio di Paola Maugeri durante l’ultima puntata di E se domani.

No, non dal vibratore a celle solari e dal contesto parecchio sconclusionato.

Da lei che tutta contenta mostra che a Milano è utile fare la raccolta differenziata perché poi (un non sequitur, lo so) nel termovalorizzatore si ricava energia in ragione di:

1 kWh per tonnellata bruciata!

So che non ci credete; guardate coi vostri occhi:

E per di più kWh non si scrive KW/H.

Ora, considerando che in una centrale a olio ne bastano pochi etti per fare 1 kWh, deduco che o si tratta di un errore giornalistico imperdonabile, o è da idioti costruire inceneritori.

Mi sa che le due ipotesi non sono in contraddizione…

Non mi fate dire altro

ottobre 13, 2009

(…) Allora, questa cosa bisogna cominciare a dirla e, credo, prima o poi cominceranno a darci retta, così come stanno cominciando a darci retta sull’energia. Bisogna dire queste cose, perché oggi l’aver capito che c’è un problema energetico porta a fare delle fesserie. L’energia – come dicevo – non è un problema; lo sono le risorse minerali. Allora, prendiamo i rifiuti solidi urbani, che contengono tanti metalli utili. C’è rame, per esempio, e poi alluminio, ferro, zinco, stagno, eccetera. E noi buttiamo tutto quanto dentro un inceneritore; allora questi metalli che sarebbero recuperabili facilmente dai rifiuti diventano una cenere parzialmente vetrificata dalla quale non si può più estrarre niente. È uno spreco immenso che noi facciamo in nome di produrre qualche zero virgola qualcosa percento dell’energia che utilizziamo. E addirittura, questo distruttore di risorse lo chiamiamo “termovalorizzatore”, come se distruggere le risorse fosse una cosa intelligente (…)

Ugo Bardi a Torino

Calci in culo della nuova generazione (cit.)

settembre 26, 2009

Un cinema di Carpi, poco fa.
Alla fine del film quelli davanti a noi si alzano
e lasciano il vero spettacolo della serata.

aftermovie

No, non è che sono così i giovani d’oggi;
scommetto che son così anche i loro genitori.

Separate l’umido

agosto 27, 2009

Sono reduce da una vacanza nel comune di San Nicolò di Comelico.

Ho diviso anch’io da buon ospite (e di lungo corso) i rifiuti in vetro, plastica, lattine, carta da… tutto il resto.

Sì, colà l’umido finisce nell’indifferenziato.

Sono all’oscuro di tutti i retroscena tecnici e quindo non voglio e non posso fare una critica diretta al comune di San Nicolò. Approfitto però dell’occasione per ricordare che

l’umido compostabile è la prima
frazione da separare dei rifiuti;
non dividere l’umido è male
.

Comprendo che la gestione efficiente dell’umido richiede una filiera particolare (a Carpi abbiamo un impianto di compostaggio che ogni tanto ci ricorda della sua esistenza) e mi auguro che si stiano attrezzando in quel senso.

Dopotutto, appena qualche chilometro più giù – lungo il Piave – hanno il Consorzio della Priula che è un’avanguardia mondiale nella gestione dei rifiuti.

Conserverei la pietà per gli esseri viventi. Però…

Mag 23, 2009

…quando in discarica vedo cose così, mi si stringe il cuore.

yamaha_t

Si smantella tutto?

Mag 14, 2009

Be’, Debbi, non esagerare.

Questi “scantieri” ci sono da anni (da secoli?) ed è chiaro che in questo momento è più il catabolismo che l’anabolismo…

Comment from Debbi
Time: 16 maggio 2009

Mica esagero io, semmai esagera Der Spiegel, quando racconta che ad Alang, più di 125 navi sono arrivate tra Dicembre e Marzo, quasi quante il 2007 e il 2008 combinati.

Un aumento intorno al 500% non lo chiamerei esattamente business as usual.

Comment from Weissbach
Time: 17 maggio 2009

(Con voce di Abatantuono in Supergiovane)
Ma allora ditele le cose, no?

Piña-colino

gennaio 5, 2009

Volete qualcosa di più serio? Ma io sto semplicemente zitto per limitare il numero di cazzate che già abitualmente riverso in queste pagine.

Ripristinato anche il colino del Pigna:

pignacolino

Autarchia

dicembre 22, 2008

La casa di Ugo Bardi dev’essere abbastanza simile a quella di Archimede Pitagorico, con pannelli solari, casette per pipistrelli, compostatori elettrici, macchine per distillare l’umidità dell’aria e così via.

Ma ancora più simpatica è questa diatriba tra lui e la moglie sul fatto che il compost debba contenere o meno semi ancora fertili.

In pratica, con il compost tradizionale tu lo usi sull’orto e se c’erano dei pomodori è facile che dei semi rimasti diano origine a nuove piantine.

Per dire, io l’anno scorso ho messo nella compostiera un hamburger di fast food, e quest’anno dall’orto è saltato fuori, fresco fresco, un hamburger.

Lo stesso hamburger.

Riparare – 3: conclusioni

dicembre 8, 2008

Segue da qui

Devo ancora spiegare il perché di questa operazione
(segue pippone da Aereo più pazzo del mondo).

Ho sempre il gusto di riparare qualsiasi cosa sia possibile (mi sento la parte buona del Visconte Dimezzato), ma stavolta ci tenevo in modo particolare.

Il motivo è che mi rincresceva di dover gettare uno strumento di acciaio inox – che potrebbe durare cent’anni – per colpa di un unico punto debole. C’era troppa sproporzione tra la stupidità del danno e l’incorruttibilità di tutto il resto.

Valeva la pena di perdere un po’ di tempo.

È stato un atto di ribellione: quasi tutte le riparazioni sono fuori dalla portata dell’uomo comune, anche in senso lato: non solo è difficile eseguirle, ma pure trovare qualcuno che la faccia per te.

Ma l’ostacolo è principalmente mentale: siamo così abituati a dover buttare via tutto (molte volte è davvero una necessità) che non sappiamo più riconoscere che in realtà spesso vale la pena di non arrendersi subito.

E soprattutto diventa arduo distinguere i casi in cui è meglio non perdere tempo da quelli in cui il valore residuo del bene è ancora alto.

Ma qualcosa mi dice che le cose stanno per cambiare.

E io mi sto preparando*: