Archive for the ‘religione’ Category

Tu quoque…

settembre 22, 2009

Ho lasciato a mio fratello l’accesso ftp a questo server.

Oggi ci trovo una cartella con il file

2009_catechismo_seconde_elementari.pdf

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Pensierino della sera sulla Provvidenza

agosto 7, 2009

Lo butto lì così, tanto è un sacco di tempo che mi prometto di elaborarlo meglio (e arrivo buon ultimo, ma ho bisogno di chiarezza sul tema e non la trovo molto, in giro).

Dio come ipotesi scientifica? No,

la Provvidenza come ipotesi scientifica

Mi pare una questione più gestibile, più consistente e, in fondo, più utile.

Buone vacanze.

Galileo, un caso senza fine

luglio 16, 2009

Finché è presente (si autodistrugge in pochissimi giorni, sebbene in tanti si paghi il canone) raccomando agli appassionati il podcast di Radio3Scienza Galileo, un caso senza fine.

La pagina di presentazione (con lo streaming se siete arrivati tardi per il download) è qui.

Melchor Sanchez de Toca y Alameda mi è piaciuto, anche se neppure lui riesce a trattenersi dal raccomandare agli scienziati umiltà, paventando il solito piano inclinato che porta all’eugenetica nazista. Ma si sa che spesso la miglior difesa è l’attacco…

Il papa parla di ambiente: posso invocare il NOMA?

luglio 13, 2009

Nella sua ultima opera (si tratta di un film, distribuito in Italia col titolo L’amore dei laici non vale una cippa) vuole fare concorrenza a Maurizio Milani nel campo dei non sequitur.

Nelle abbondanti 160’000 battute focalizzate, fra l’altro, su giustizia e sviluppo, il nostro eroe riesce a dedicare all’ambiente parte del quarto capitolo. I punti più condivisibili sono anche i più scontati, ma non è mancato il colpo di scena: un contributo euristico che finalmente svela nunc et semper la chiave di volta dei meccanismi ecologici, fornendo una soluzione finale ai problemi dell’ambiente.

Per salvaguardare la natura non è sufficiente intervenire con incentivi o disincentivi economici e nemmeno basta un’istruzione adeguata. Sono, questi, strumenti importanti, ma il problema decisivo è la complessiva tenuta morale della società [corsivo originale, NdW]. Se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell’uomo, se si sacrificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana e, con esso, quello di ecologia ambientale. È una contraddizione chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell’ambiente naturale, quando l’educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesse. Il libro della natura è uno e indivisibile, sul versante dell’ambiente come sul versante della vita, della sessualità, del matrimonio, della famiglia, delle relazioni sociali, in una parola dello sviluppo umano integrale. I doveri che abbiamo verso l’ambiente si collegano con i doveri che abbiamo verso la persona considerata in se stessa e in relazione con gli altri. Non si possono esigere gli uni e conculcare gli altri. Questa è una grave antinomia della mentalità e della prassi odierna, che avvilisce la persona, sconvolge l’ambiente e danneggia la società.

Aggiungiamo che in altri capitoli (ma su questi temi c’è da tempo l’autoreverse) si mescolano di proposito aborto e contraccezione, per declamare il solito approccio quantitativo zootecnico alla difesa della vita, o si cerca di fare confusione tra le iniziative per la salute riproduttiva e le politiche di forzata pianificazione delle nascite.

Frullando, centrifugando e filtrando, una delle (poche) idee concrete che restano potrebbe essere la seguente: la pressione antropica sul pianeta è eccessiva perché non facciamo abbastanza figli.

Ratzinger è vecchio, ma non disperiamo; ha ancora tempo. È evidente che gli manca ancora il salto di qualità di cui fu capace Ron Hubbard: smettere con la fantascienza e dedicarsi alla religione.

Il NOMA: non c’è mai quando ti serve.

Il papa parla di ambiente: posso invocare il N.O.Ma.?

Nella sua ultima opera (si tratta di un film, distribuito in Italia col titolo L’amore dei laici non vale una cippa) vuole fare concorrenza a Maurizio Milani nel campo dei non sequitur.

Nelle abbondanti 160’000 battute focalizzate, fra l’altro, su giustizia e sviluppo, il nostro eroe riesce a dedicare all’ambiente parte del quarto capitolo. I punti più condivisibili sono anche i più scontati, ma non è mancato il colpo di scena: un contributo euristico che finalmente svela nunc et semper la chiave di volta dei meccanismi ecologici, fornendo una soluzione finale ai problemi dell’ambiente.

Per salvaguardare la natura non è sufficiente intervenire con incentivi o disincentivi economici e nemmeno basta un’istruzione adeguata. Sono, questi, strumenti importanti, ma il problema decisivo è la complessiva tenuta morale della società. Se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell’uomo, se si sacrificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana e, con esso, quello di ecologia ambientale. È una contraddizione chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell’ambiente naturale, quando l’educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesse. Il libro della natura è uno e indivisibile, sul versante dell’ambiente come sul versante della vita, della sessualità, del matrimonio, della famiglia, delle relazioni sociali, in una parola dello sviluppo umano integrale. I doveri che abbiamo verso l’ambiente si collegano con i doveri che abbiamo verso la persona considerata in se stessa e in relazione con gli altri. Non si possono esigere gli uni e conculcare gli altri. Questa è una grave antinomia della mentalità e della prassi odierna, che avvilisce la persona, sconvolge l’ambiente e danneggia la società.

Aggiungiamo che in altri capitoli (ma su questi temi c’è da tempo l’autoreverse) si mescolano di proposito aborto e contraccezione, per declamare il solito approccio quantitativo zootecnico alla difesa della vita, o si cerca di fare confusione tra le iniziative per la salute riproduttiva e le politiche di forzata pianificazione delle nascite.

Frullando, centrifugando e filtrando, una delle (poche) idee concrete che restano potrebbe essere la seguente: la pressione antropica sul pianeta è eccessiva perché non facciamo abbastanza figli.

Ratzinger è vecchio, ma non disperiamo; ha ancora tempo.

È evidente che gli manca ancora il salto di qualità di cui fu capace Ron Hubbard: smettere con la fantascienza e dedicarsi alla religione.

Il N.O.Ma.: non c’è mai quando ti serve.

Massimo Pigliucci, ateismo e politica

giugno 21, 2009

Sono riuscito solo oggi ad ascoltare questa bella intervista di Massimo Pigliucci sulla Minnesota Atheists Radio, a proposito dei rapporti tra ateismo e politica.

Apprezzo anche la sua scorrevole eloquenza priva di birignao; un ottimale ibrido italoamericano.

Occhio per mille

giugno 3, 2009

Fatti incontrovertibili.
Già noti da anni… a pochissimi italiani.

Grazie Fabri.

O la borsa o la vita

maggio 27, 2009

Simpatica la tipa della dichiarazione dei redditi.
E perentoria.

Otto per mille: Stato o Chiesa?

Veramente io, anche quest’anno…

Darwinisti e autodidatti

aprile 19, 2009

Anni fa rimasi colpito da un fatto ironico: nell’America contemporanea abbiamo questo stereotipo di elite che crede nel darwinismo e vive spesso da solitario trentenne o quarantenne, e poi abbiamo lo stereotipo di quelli che rifiutano il darwinismo ma si sposano giovani e hanno 7 figli, 49 nipoti e 343 bisnipoti. A questo punto non è una gara fra darwinisti e anti-darwinisti; è una gara fra darwinisti teorici e darwinisti sperimentali!

Quando leggo certe cose, comunque scritte meglio (grazie Hrönir),
e mi rendo conto che le avevo elaborate per conto mio,
non so più cosa pensare.

Potrei citare svariati altri esempi, riscoperti su Kant, Pascal, Russell…

In me deve esserci qualcosa di storto (o di fortunato?) se sono finito a disegnare protesi, confezionatrici e vasche da bagno.

PS: nell’intervista riportata ci sono numerosi ed essenziali spunti; condivido la critica costruttiva verso Dawkins e Hitchens, ma metterei in guardia verso un potenziale malinteso.

“Credere” nell’evoluzione non implica fare della descrizione del mondo il metro per le proprie scelte morali:

«Io non intendo sostenere una moralità basata sull’evoluzione: dico come le cose si sono evolute e non come noi esseri umani dovremmo comportarci. Sottolineo questo punto, perché so che esiste il pericolo di essere frainteso da quella gente, troppo numerosa, che non sa distinguere tra una dichiarazione di fede nella verità dei fatti e un’affermazione che così i fatti dovrebbero essere. La mia opinione personale è che una società umana basata soltanto sulla legge del gene, una legge di spietato egoismo universale, sarebbe una società molto brutta in cui vivere. Sfortunatamente però, per quanto noi possiamo deplorare una cosa, questo non le impedisce di essere vera. Questo libro cerca soprattutto di essere interessante, ma se voleste ricavarne una morale, leggetelo come un avvertimento. Siate consapevoli che se desiderate, come me, costruire una società in cui i singoli cooperino generosamente e senza egoismo al bene comune, dovete aspettarvi poco aiuto dalla natura biologica. Bisogna cercare di insegnare generosità e altruismo, perché siamo nati egoisti. Bisogna cercare di capire gli scopi dei nostri geni egoisti, per poter almeno avere la possibilità di alterare i loro disegni, qualcosa a cui nessun’altra specie ha mai aspirato».

Richard Dawkins, Il gene egoista, tr. G. Corte, A. Serra, Mondadori, Milano.

19 aprile 2005: il pontefice di qualcun altro

aprile 15, 2009

Rivelo un piccolo vissuto personale.
Preciso che si tratta della descrizione esatta di ciò che accadde.

(per un errore questo post è partito oggi e non il 19,
ma ho visto che domani è il suo compleanno, quindi…)

Esco dall’ufficio non molto oltre le 18 piuttosto stanco, senza nessun pensiero per il fatto che il conclave deve ancora dare frutti.

Tuttavia in macchina accendo distrattamente la radio e sento alcune parole in latino.

Ah, allora è fumata bianca.

La quarta e quinta parola sono “Divo Iosefo”.

Caspita… devo chiamare subito Tiziano.

Tiziano è un mio amico molto in gamba, ma molto religioso*.

– Tiziano, hanno eletto il Ratzi.

– (senza nessuna evidente malizia) Figa!

– No, risposta sbagliata.

* Avete presente "Una ragazza mora ma carina"? Ecco, appunto.
** Il titolo del post ricalca questo

Le chiese italiane adottano il fotovoltaico

marzo 26, 2009

Presentato il progetto Fiat Lux.

No, non me lo sono inventato io
e non è uno scherzo.

Ne parla anche Debora.