Archive for the ‘progettazione’ Category

Niente che valga il cuoio

marzo 17, 2015

Superstizione e artigianato

Poiché l’argomento è risultato cosi molesto agli scienziati non ci si poteva aspettare che i nostri antenati lo affrontassero in maniera molto logica, e difatti nessun argomento tecnico è mai stato cosi profondamente infestato da superstizioni. Si potrebbe, e forse si dovrebbe, scrivere un libro lungo e per lo più raccapricciante, sulle superstizioni connesse con la lavorazione e con la fabbricazione dei materiali. Nell’antica Babilonia la lavorazione del vetro richiedeva l’uso di embrioni umani; delle spade giapponesi si diceva che fossero state temprate immergendole, ancora roventi, nel corpo di prigionieri vivi. Erano comuni i casi di seppellimento di vittime nelle fondamenta di edifici e ponti: ai tempi dei Romani si ricorreva invece a una bambola. Tutto ciò non si discorda troppo da molti aspetti dell’antropologia primitiva, e sembra che si basasse sull’idea che la nuova struttura dovesse avere una vita propria.

Recentemente siamo diventati meno crudeli, ma forse non molto meno superstiziosi. In ogni modo alcuni tratti di irrazionalità riguardo ai materiali persistono ancora in tutti noi. Per esempio, la questione dei materiali nuovi contro quelli vecchi, e di quelli naturali contro quelli sintetici è affrontata da molta gente con un calore emotivo che è raramente basato su conoscenze reali o su prove sperimentali. Questi pregiudizi sono più forti nei campi non strutturali dove non c’è “niente che valga la lana” oppure “niente che valga il cuoio”, ma sotto diffusi anche nel settore delle costruzioni.

Tutti questi atteggiamenti sono in realtà riconducibili all’idea di un certo vitalismo dei materiali, una vis viva da cui dipende l’attendibilità della sostanza; un operaio vi dirà che la tal cosa si è rotta perché “l’anima ne è uscita fuori”. Durante l’ultima guerra mi occupavo dei rifornimenti di bambù per costruire aquiloni per sbarramenti antiaerei. Un importatore di bambù mi disse che aveva difficoltà a tenere in magazzino le lunghezze di cui avevamo bisogno, perché, visto che bisognava tenerle orizzontali, occupavano tantissimo spazio. Gli chiesi perché non le immagazzinava verticalmente. “Se lo facessi – egli mi rispose – l’anima scapperebbe fuori dalle estremità”.

In passato, beninteso, l’istinto e l’esperienza erano l’unica guida nella scelta dei materiali e nella progettazione di strutture e di utensili. Gli artigiani erano talvolta abbastanza bravi, ma sarebbe sbagliato esagerare le virtù dell’indirizzo tradizionale; l’oggetto finito può avere anche un aspetto splendido, ma la progettazione strutturale è spesso mediocre e talvolta pessima. Le ruote spesso si staccavano dalle carrozze perché i carrozzieri non erano capaci di montarle come si doveva. Analogamente, lungo le vie marittime, le navi di legno hanno sempre fatto acqua, senza necessità, perché i maestri d’ascia non capivano la natura di uno sforzo di taglio e molti di essi, mi dispiace dirlo, non la capiscono ancora.

Tale digressione sugli aspetti prescientifici dell’argomento potrebbe sembrare fuori posto in un libro dedicato alla moderna scienza dei materiali, ma quest’ultima, come la scienza medica, ha dovuto farsi strada lottando continuamente contro molte usanze tradizionali e leggende sciocche. Non prendere in considerazione il pozzo di anti-scienza da cui la scienza dei materiali ha dovuto emergere non sarebbe realistico.

James Edward Gordon – Strutture – Mondadori EST

Pubblica ignoranza

novembre 24, 2014

Preciso che non sto accusando di ignoranza né i vertici Toyota né chi ha scritto l’articolo. L’ignoranza è quella dei lettori: con un minimo in più di cultura scientifica diffusa, dopo poco tempo e pochi passi falsi certe cose non si potrebbero più scrivere. I pressappochismi si estinguerebbero darwinianamente. E invece li scrivono, e la gente li legge, senza ribellarsi.

“E, oggi, questo obiettivo è diventato una realtà. Il nostro veicolo a celle a combustibile si muove grazie all’idrogeno, che virtualmente può essere prodotto da qualunque sostanza, anche dai rifiuti!”

L’energia, signori miei, la conservazione dell’energia! Non si può cavar sangue dalle rape.

Credo che la vecchia battuta di C. P. Snow sui principi della termodinamica sia sempre valida. L’incapacità diffusa di comprendere l’energia e i principi che ne regolano le trasformazioni è e sarà uno dei problemi più drammatici dell’umanità.

Che Dio ci aiuti.

***   ***

Appendice – Riporto il passaggio di Snow anche qui:

A good many times I have been present at gatherings of people who, by the standards of the traditional culture, are thought highly educated and who have with considerable gusto been expressing their incredulity at the illiteracy of scientists. Once or twice I have been provoked and have asked the company how many of them could describe the Second Law of Thermodynamics. The response was cold: it was also negative. Yet I was asking something which is about the scientific equivalent of: ‘Have you read a work of Shakespeare’s?’
I now believe that if I had asked an even simpler question – such as, What do you mean by mass, or acceleration, which is the scientific equivalent of saying, ‘Can you read?’ – not more than one in ten of the highly educated would have felt that I was speaking the same language. So the great edifice of modern physics goes up, and the majority of the cleverest people in the western world have about as much insight into it as their Neolithic ancestors would have had.

Un bombardamento a tappeto

giugno 16, 2012

Sergio Livi (laureando all’Università di Bologna) ha sviluppato un’applicazione che speravo proprio di vedere realizzata.

QuakeBack è un’infografica alla Gapminder per capire come questi terremoti si sono spostati ed evoluti nel  tempo.

La barra in basso permette di viaggiare nel tempo.
Con gli eventi del 29/5 si può ben dire che le scosse son venute a farci visita da vicino.

(fonte Ansa)

L’Altra Europa di sabato scorso

ottobre 10, 2011

Seguo sempre, in diretta o per podcast, la trasmissione L’Altra Europa di Federico Taddia su Radio24.

Quella di sabato oltre a riprendere lo sviluppo del caso Islanda mi ha ricordato il capitolo 11 del libro The Limits to Growth Revisited di Ugo Bardi: “The Return of World Modeling“.

Qualcuno sta tornando a pensare che sarebbe utile modellare i trend macroeconomici e fisici del mondo; un piccolo accenno dal minuto 29 in poi qui.

Do you own your stuff?

dicembre 5, 2010

It reminds me of something Bill Thompson suggested to me once, that (paraphrasing) the idea that we ‘own’ the technology we use might well turn out to be a short phase in overall human history. That could perhaps be ‘good’ in contexts where sharing/renting/pooling things allows much greater efficiency and brings benefits for users. Nevertheless, as the repossession example (and DRM, etc, in general) show, the tendency in practice is often to use these methods to exert increasing dominance over users, erode assumed rights, and extract more value from people who no longer have control of the things they use.

(***)

Com’è andata in California – 1

febbraio 18, 2010

Mi piacerebbe riportare più o meno approfonditamente quello che ho visto; anzi, la pia illusione era quella di bloggare da là in tempo reale, ma un po’ l’agenda – ero là per lavorare 😀 – un po’ la compagnia mi hanno fatto desistere.

Ma riassumendo brevemente:

QUEST’ANNO ERA TUTTO GREEN. AD NAUSEAM.

Per esempio, date un’occhiata al nuovo prodotto SolidWorks Sustainability.

Retrofit elettrico: un appello liberale. Ci date una mano?

febbraio 7, 2010

La legislazione italiana si distingue per impedimenti burocratici odiosi e assortiti che non trovano corrispondenze in altri paesi democratici.

Uno di questi è la necessità di richiedere il nullaosta alla casa costruttrice per chiunque voglia modificare un veicolo spinto da motore a combustione interna.

Questo obbligo non si giustifica direttamente dal punto di vista della sicurezza stradale e potrebbe configurarsi come un ostacolo alla libera concorrenza.

Per questo l’associazione EuroZEV (quella del cinquino elettrico) chiede aiuto a tutti i simpatizzanti: scriviamo una lettera aperta con una proposta di emendamento ai deputati firmatari di un pertinente disegno di legge.

Back to the USA

febbraio 2, 2010

Amici, sono al SolidWorks World 2010
ed è un gran viaggio da signore.

La connettività è ampia in assoluto, ma scarsa relativamente ai 5000 (!) signori che qui, al pari mio, vogliono collegarsi.

Le sessioni sono fitte, anzi overlapping, quindi non riuscirò a relazionare seriamente.

La partenza è stata elettrizzante (James McLurkin è un grande).

Ammazza, ‘sti ammericani…

Windows 7 è una figata totale

gennaio 2, 2010

Dopo l’upgrade posso dirlo con cognizione di causa.

È bellissimo. In alcuni momenti mi sembra persino che somigli a Gnome.

Ehm, per i babbani: c’è dell’ironia…

Un problema di fisica

dicembre 28, 2009

Oggi sono stato quasi investito da un carro funebre.

Nell’impatto mi avrebbe sicuramente ceduto
una frazione della sua quantità di morto.