Archive for the ‘Energia nucleare’ Category

Evidentemente il fotovoltaico…

luglio 15, 2012

…ha un potenziale ben più alto di quanto la vulgata ammetta, se qualcuno si dà la pena di raccontare che è più radioattivo del nucleare e ha maggiori rischi di incidente.

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Principio zero della permacultura

giugno 6, 2011

Assumersi le proprie responsabilità

(lo spiego appena un po’ meglio:
ogni scelta ha un costo;
più che quel che si sceglie
è importante come ci si arriva;
da quello dipende cosa si farà dopo)

Lo abbiamo detto già molte volte…

marzo 24, 2011

…ma evidentemente c’è bisogno di ripeterlo.

A me sembra davvero – nel contesto italiano – a no-brainer choice.

Blackout

Il governo “ha insabbiato gli incidenti nucleari e ha nascosto i veri costi e i problemi legati all’industria nucleare”. Sono le parole di un parlamentare giapponese in un cablogramma di Wikileaks. In tutta Europa molti ambientalisti seri e onesti sono profondamente convinti della bontà della scelta nucleare. Sono persuasi che inqui­ni molto meno di tante altre fonti di energia disponibili oggi. E i suoi rischi sono relativi, dicono: il disastro di Fukushima va relativizzato, messo nel contesto di un terremoto devastante. In fondo non è perché c’è un incidente aereo che le persone smettono di volare. Forse hanno ragione. Però la domanda da fare a Margherita Hack, Chicco Testa e Umberto Veronesi è questa: ma davvero ve la sentireste di affidare la costruzione di una centrale nucleare, la sua gestione e lo smaltimento delle scorie radioattive alla nostra classe politica? La stessa classe politica che non riesce a smaltire la spazzatura di una città di me­die dimensioni, a gestire la rete elettrica senza blackout e a costruire un’autostrada senza l’infiltrazione della mafia e della camorra?
Giovanni De Mauro
settimana [at] internazionale.it

Non si possono chiudere improvvisamente 440 impianti che…

marzo 18, 2011

“Non si possono chiudere improvvisamente 440 impianti che…”

Si tratta di un falso dilemma.
Uno dei punti davvero deboli del nucleare è che le centrali vanno gestite anche (per non dire soprattutto) dopo lo spegnimento. È ovvio che conviene migliorare gli standard di sicurezza da subito, ma contemporaneamente cavare quanto più si può e resta dagli impianti esistenti e in costruzione.

Senza offesa, l’alternativa “Tiriamo diritto” vs “Spegniamo tutto subito” suona un po’ ricatto e un po’ straw man argument. Così come il tema delle emissioni di GHG.

Le politiche energetiche vanno valutate soprattutto in termini di costo-opportunità.
Il nucleare è in competizione o sinergia con le rinnovabili? I soldi che si spenderanno su una tecnologia saranno davvero sottratti alle altre?
A mio avviso non dovrebbe essere così, l’energia è un punto essenziale delle politiche future e dobbiamo investirci davvero (se pensate che un punto di aliquota di tasse sia tanto, allora siete molto più ottimisti di me) e su tutti i fronti.

Certo, col decreto rinnovabili il governo ha dimostrato come la pensa. Se per salvare il nucleare dobbiamo per forza affossare le rinnovabili, io ho deciso con chi stare.

Sul nucleare: noi tireremo diritto

marzo 15, 2011

Il ministro: “Spezzeremo le reni al Giappone”.

Anche se s’è visto com’è andata quell’altra volta.

marzo 13, 2011

Temo che Luca Iezzi abbia ragione:

“Andrà così anche in Italia, ma nella maniera peggiore. Più che il pragmatismo da noi vincerà l’abulia. La maggioranza della popolazione è contraria, ma sarà tanto pigra da non andare a votare al referendum solo poche settimane dopo le amministrative. Una vittoria (non definitiva) per i nuclearisti ma l’ennesima sconfitta della capacità degli italiani di ragionare come una nazione.”

Semplicemente non concordo col suo titolo: Emotività globale.

Quello che sta succedendo può essere interpretato anche in modo razionale e infatti non tutto quel che ho sentito in giro è così da isterici, a ben vedere.

Inoltre, ho paura che non sarà semplicemente il petrolio a tre cifre a farci invocare il nucleare, ma qualche brutto black-out opportuno e ben assestato. Spero di essere smentito.

La credibilità?

gennaio 12, 2011

Be’, un complotto magari no, ma lo spot non è onesto. Hai voglia poi a dare uguali spazi sul forum.
Visto che ogni testa vale un voto, i media non valgono uguale; guadagnare credibilità restando equanimi sul web (o sui giornali) per poi giocare sporco in tv è un trade-off molto conveniente, come dare Vicolo corto in cambio di Viale dei giardini; una classica tecnica di comunicazione.

Inchiesta nucleare

giugno 13, 2010

1.
Un commentatore qui ipotizzava con diritto che (a) ce l’avessi con la Hack per il fatto di (b) essere pregiudizialmente antinuclearista. Ho il dovere di smentire entrambi i punti.

Lo faccio indirizzandovi sull’ottimo Inchiesta nucleare. A dimostrazione che è possibile – anche se evidentemente non alla portata di tutti – usare bene il cervello.

2.
In occasione di detto post avrei voluto aggiungere – per avvalorare il sospetto di una promozione massiva in qualche modo concertata – la notizia di un opuscolo della CEI a favore del nucleare. La fonte erano gli amici abbonati a Notizie di Carpi.

Frank fa il lavoro per me su Aspo/REA.

Del resto, un documento della CEI doveva ben essere stato distribuito ampiamente nelle diocesi italiane.

Ma allora ci vado io, a difendere il nucleare

Mag 15, 2010

Il 13 maggio, a Radio3 Scienza, Margherita Hack ha dato il suo contributo alla causa delle centrali nucleari. Sono rimasto sgradevolmente sorpreso. Ma non dalla sponda che ha scelto la Hack. Quando uno scienziato di fama (per quanto la Hack non sia tra i miei favoriti) interviene a spiazzare posizioni fruste o scontate mi trova sempre assetato di conoscenza.

E invece stavolta niente, cazzo. Mi ha tirato fuori le quattro cose che anche una Carfagna, un Gasparri o un De Mattei avrebbero potuto dire.

Non voglio far trasparire un’ironia che non c’è; sono proprio triste. Perché non si tratta solo della Hack, ovviamente; ci sono grandi manovre, poco rispettose dei fatti e del cervello della gente, a prescindere dal colore e dalla direzione che hanno.

Insomma, mi son trovato a desiderare di essere là. E non per dire le mie ragioni del no al nucleare. Piuttosto, per illustrare alcune possibili ragioni per il sì. Ma serie. Sarebbe bello raccontare alla gente che con l’energia siamo messi come il porco a Natale. Forse gli italiani penserebbero che vale la pena di differenziare strategicamente le fonti, anche con qualche centrale nucleare. Oppure potrebbero immaginare che il potere voglia garantirsi il controllo di una sorgente di energia concentrata per i periodi bui che verranno. Sicuramente le priorità e le aspettative energetiche, nella testa dei liberi cittadini, cambierebbero rapidamente.

A questo punto davvero non mi fido più. Ci trattano come dei bambini, e io sento puzza di bruciato.

Eppure non sarebbe tanto difficile da capire…

marzo 9, 2010

Dal post Perchè Obama sì e Berlusconi no? e relativi commenti sorge una considerazione personale.

Nella mia azienda per vendere (e quindi, anche noi, mangiare) ci tocca far vedere le donne nude* ai prospect.

La domanda più frequente – e sacrosanta – è: “Possiamo conoscere direttamente qualcuno dei vostri clienti?”

Quanto è soddisfatto? Che problemi ha avuto? In quanto tempo l’U.T. si è riallineato? Qual è il ROI verificato? Etc. Etc.

E lo vogliono vedere live su problematiche operative equivalenti, mica roba dalla somiglianza pallida. E pretendono, giustamente, conti precisi.

Be’, noi stiamo per comprare della roba senza nemmeno guardare come sono messi i finlandesi.

* Lo so che nell’Italia del 2010 questo modo di dire è strasurclassato dai costumi e dagli eventi. Però ha sempre un posticino nel mio cuore, da quando l’ho sentito dire dal mio chirurgo plastico di pronto soccorso venditore preferito.