Archive for the ‘economia’ Category

E vorrei anche vedere

aprile 19, 2010

“Continuiamo ad abbassare i prezzi”.

Come se fosse per farci un favore.

Vi ha mai spiegato nessuno che cos’è una recessione?

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Eco lontana

aprile 8, 2010

A Greciudd

Vorrei ricordare a tutti quelli che in qualche modo se ne occupano, che l’economia è un sottoinsieme dell’ecologia.*

Ne segue un corollario: che l’economia si occupi o meno dell’ambiente è opzionale; certissimo invece è il fatto che l’ambiente si occupi, prima o poi, dell’economia.

Stick, slip, stick, slip… stick

marzo 30, 2010

Ma un decennio passato a sostituire i mancati aumenti di reddito da lavoro con aumento dell’indebitamento, “garantito” dall’effetto-ricchezza immobiliare e finanziaria, sembra non aver insegnato nulla. Mercato azionario ancora su, almeno nel breve termine, nel lungo saremo morti. Per il debito.

(***)

È un genio o porta sfiga?

marzo 26, 2010

Premessa importante: le parole che seguono (liberamente tradotte) risalgono al 2004; l’inizio approssimativo dello scenario descritto era stimato per circa 5 anni dopo.

Le conseguenze del picco mondiale del petrolio sulla famiglia media potrebbero non manifestarsi subito. Dato che l’economia è così intimamente legata al costo dell’energia, ci troveremmo probabilmente in una recessione economica.
Un trend di netto rallentamento delle attività, dovuto alla minore energia disponibile ad alimentarle.
E la gente si chiederebbe perché si va di recessione in recessione, perché ci vuole tanto tempo per uscirne; arrivando al punto che, dopo qualche anno, la recessione diventa depressione. Una che potrebbe non finire più.”

Richard Heinberg, in The End of Suburbia.

Il picco immobiliare

gennaio 17, 2010

Io lo dicevo da tempo che c’era da essere prudenti coi salti troppo lunghi – a fine speculativo o meno – negli acquisti di casa. Fino a poco fa tutti mi scherzavano: “Eh, è da tanto che lo si sente dire, ma non succede mai”.

La cassandra men che ingenua sa che le previsioni precise sono un boomerang: ci vuol niente a prendersi nei denti una scommessa persa col Julian Simon di turno (e gente così non si merita questi regali, dato che vengono convertiti in credibilità).

Però spero che nella testa di molti si stia facendo strada il fatto che l’argomentazione “Non è ancora successo, quindi non succederà mai” sta a pieno titolo nella categoria cacca di toro.

Dal sito dell’Economist, hat tip Phastidio

PS: i picchi si riescono a vedere solo un po’ dopo che si sono verificati.

http://www.economist.com/media/houseprice2/Economist_HPI_July_09_Chart.swf

EDIT: Anche se io l’ho tirato in ballo solo rispetto al catastrofismo, un’osservazione interessante è che Simon prediceva cali di prezzo, non aumenti; perciò la citazione può sembrare fuori luogo. Il problema è che quando si parla di picco si tende subito a pensare ai PREZZI, ma in realtà quello che conta, in senso strutturale, sono i VOLUMI di mercato. Il prezzo alto è quello che non ti puoi permettere.

Non vi incazzate, ma… c’è per caso qualcuno che sta cercando di vendere una casa, fra voi?

– speculativi o meno –

Partecipa anche tu all’operazione “Bilancio Trasparente”!

gennaio 6, 2010

Riprendo da Carpizeronove:

Il 21 gennaio ci sarà una delle sedute del Consiglio Comunale più importante dell’anno: si dovrà votare il Bilancio di Previsione per il 2010.
La giunta ha organizzzato 12 incontri per presentare ai cittadini il bilancio (anche se qualcuno fa già notare che, a giudicare dalle sedi degli incontri, si faccia forse un po’ di confusione tra Cittadini ed Elettori della maggioranza).
Carpizeronove, da parte sua, cercando di continuare ad essere imparziale, vorrebbe avviare un progetto di lettura condivisa del bilancio per cercare di renderlo veramente un po’ più trasparente.

In attesa che questi documenti (che hanno, per ora, natura di provvisorietà) siano resi disponibili sulla rete civica, è possibile leggerli e/o scaricarli da qui:

Si tratta di tre documenti non proprio “trasparenti” per i non addetti ai lavori.

Per questo l’idea sarebbe quella di sfruttare la “saggezza della folla” per cercare di capirci qualcosa di più. Magari tra voi lettori di carpizeronove c’è qualcuno che ne capisce un po’ di bilanci, magari c’è qualcuno che, per lavoro o professione, si intende di qualche capitolo in particolare (di ambiente, di trasporti, di edilizia, etc), magari…

Oltre ai tre documenti al leggere ho predisposto alcuni strumenti per raccogliere le analisi, i dati, i dubbi e le domande che ci verranno leggendo. Le semplici linee guida di questo progetto si trovano qui.

Nota finale per gli addetti ai lavori (tra i lettori di carpizeronove figura anche qualche consigliere e qualche assessore): ricordate che “domandare è lecito e rispondere è cortesia” e che “le domande non sono mai stupide, le risposte possono esserlo”, quindi se a chi legge il bilancio venisse qualche dubbio o domanda che voi considerate ingenuo o sciocca siete pregati di non fare facili ironie ma semplicemente, se vi considerate abbastanza cortesi, di rispondere nel modo più semplice possibile.

Grazie a tutti,
Marco

Dove vanno a finire i soldi pubblici?

settembre 30, 2009

Come Giuseppe anch’io ritengo che questo articolo meriti un post di segnalazione, non solo una notifica su Reader.

Siamo per sempre coinvolti

agosto 6, 2009

“Perché ti facciamo montare i mobili?”

Gli atroci cartelli nel self-service dove
si inneggia alla riduzione della forza lavoro
.

In effetti hanno dato fastidio anche a me,
soprattutto per il loro eufemismo*.

Ma se vuoi spendere poco…

* Del resto, ci sarebbe forse un altro modo per formulare quel messaggio?

Con panna acida

giugno 16, 2009

Qui in Emilia il prezzo medio del caffè era sui 90 cent.
Da qualche giorno vedo in giro che siamo sull’euro secco.

Mi chiedo come si giustifichi questo aumento in un quadro platealmente recessivo; e il petrolio tornerà sopra i 100 dollari, ma non l’ha ancora fatto, ragazzi!

È una piccola, ennesima conferma di un mio convincimento: gli aumenti degli ultimi 8-9 anni nella ristorazione e nella distribuzione si spiegano con una sola espressione: rigidità della domanda.

L’Euro è stata solo la scintilla che ha reso consapevoli i negozianti.

1,00 € non è ancora al di sopra della mia soglia di rifiuto per il caffè, mentre (per fare un esempio) la birra alla spina media qualunque me lo ha superato da mo’.

Dipende tutto da chi compra: se alla maggioranza va bene, si va avanti così.

È il mercato, baby 🙂

Una cosa che penso da sempre sul P2P

giugno 7, 2009

Da Quintarelli:

Uno studio dice che chi usa P2P ama i film più degli altri

Grazie Dario.  Un’altra campana di parte. A quando uno studio indipendente?

Molti appassionati sono sia grandi scaricatori che grandi acquirenti.
Questo vale sia per il cinema che per la musica.
Forse però nella grande massa le proporzioni sono diverse;
magari non tanto diverse da dare ragione alle paure delle major.
Sicuramente questi dinosauri hanno (in modo miope) “strozzato il canale”, pensando di controllarlo, restando poi fregati per aver giocato sulla scarsità e non sull’abbondanza.

Lo ripeto ogni volta che mi si presenta la possibilità, non per giustificare la violazione del copyright, ma perché penso che tutto questo piangere miseria dando la colpa ai “pirati” sia – anche per chi è in buona fede – un rimarchevole errore.