Archive for the ‘economia’ Category

Pubblicità contestuale

ottobre 8, 2016

Magari qualcuno mi sa spiegare.

Usiamo il televisore quasi solo per guardare film e filmati in streaming, a pagamento su Chili e gratis su YouTube.

I filmati da YouTube sono per lo più cartoni, nursery rhymes, qualche concerto rock o di classica; e saltuariamente MASSICCE dosi di Vsauce e Veritasium.

La maggioranza degli intermezzi pubblicitari è su automobili di grossa cilindrata. Come mai?

NB: il TV non è collegato ad alcun account personale.

 

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Fatto a piedi

ottobre 2, 2016
C’è uno stereotipo marchettaro appena meno diffuso del “naturale”, ma ancora più insensato: quello del fatto a mano. Lo si trova su una quantità incredibile di articoli a basso prezzo in giro.
Non voglio discutere adesso del fatto che sia o meno un fattore di pregio su un prodotto artigianale e costoso. Ma nella panetteria industriale, se mi fai a mano dei biscottini da pochi euro al kg, può significare che stai tagliando su altri fattori (qualità degli ingredienti?) o stai sfruttando delle persone.
Oppure, come serenamente spero, che mi stai raccontando una balla.

Liberalismo

settembre 25, 2016

Sto per scrivere – e anche in modo terribilmente profano – quella che mi sembra un’ovvietà, ma siccome non la vedo in giro mai, ritengo che sia da ricordare.

Negli ultimi decenni il liberalismo è stato sostenuto in particolare da chi ci raccontava (e qui non voglio discutere se a torto o a ragione) che liberalismo~liberismo e il liberismo andava perseguito perché faceva funzionare meglio l’economia e dava da mangiare di più e meglio a tutti.

Non dico che è stato così dappertutto e sempre, ma credo di poter sostenere che, sia nei liberali più liberisti che in quelli meno, ci sia stato troppo focus (e troppo fuoco) sul dimostrare o confutare questo aspetto più utilitarista, in senso squisitamente economico.

Mi piacerebbe invece che almeno su un fondamentale tutti i liberali fossero d’accordo: lo spirito di una convivenza aperta dovrebbe essere che la libertà è un valore in sé, ancor prima della sua utilità materiale.

La libertà di intrapresa, ad esempio, è indispensabile al funzionamento del nostro sistema, ma è un diritto che viene ancor prima delle considerazioni economiche.

In questo senso, mi sento di poter dire che quando si devono creare regole a livello urbanistico, sanitario, culturale, produttivo, eccetera, se da un lato in uno stato densamente popolato non si può lasciare libertà assoluta (di costruire, di non vaccinare, e così via) ci dovrebbe essere una speciale attenzione a ridurre le libertà individuali il meno possibile.

Non ci deve essere per forza la dimostrazione che si tratta della scelta più benefica sul piano economico.

Limitatamente alla coerenza

settembre 12, 2016

Riguardo al fertility day.

Chi mi conosce (o legge qualcosa qui) sa che sono tutt’altro che un natalista. Però, limitatamente alla coerenza (put your money where your mouth is) vorrei segnalare un “elefante” (uno dei tanti) nelle politiche socio-fiscali di questo paese.

Non è faccenda personale; alla fine, come sarà chiaro, mi costruisco le mie perequazioni. Ma la storia che segue è esemplare.

Io quest’anno ho un figlio che ha finito le medie; non pretendo che i testi siano gratuiti, per quanto si tratti di scuola dell’obbligo; però non sarebbe male poter detrarre quello scarno 19% che si nega a pochi oneri in dichiarazione; e invece no.

Questo ragazzo tra 5 giorni comincia il liceo; testi nuovi e ben più costosi dei precedenti; anche qui nessuna possibilità di detrazione.

Ho anche una figlia che sta facendo l’ultimo anno di nido; la spesa annua dalle mie parti è di almeno 3-4000 euro. Bene, io potrò in ogni caso portare a detrazione 632 euro, che rappresentano un credito di imposta finale di 120 euro.

Ok, non ci sono i soldi per le famiglie? Pazienza, d’accordo. Però…

…quest’anno io ho effettuato anche qualche lavoro in casa: sostituito la caldaia, sistemato delle pareti ancora fratturate dopo il sisma 2012, acquistato mobili… per un totale di circa 8000 euro.

Bene, nel 730 dell’anno prossimo potrò portare tutto in detrazione e ricevere dallo stato ben 4000 euro*.

Evidentemente i soldi ci sono o meno a seconda del valore e del significato attribuito al tipo di spesa.

Il merito della questione qui non è se sia o meno opportuno finanziare caldaie, scuole dell’infanzia, libri di testo o cacciabombardieri; solo, sono stufo di perdermi in argomentazioni, dietrologie e questioni antropologiche, quando si rischia di buttare le perle ai porci, analizzando solo la crosta di quelle che sembrano propaganda o indignazione, ma alla fine sono solo diversivi per far correre inchiostro ed elettroni.


* sia pure in 10 rate annuali: la cosa è finanziariamente significativa, ma le proporzioni sono tali che il discorso non cambia.

Ragazzi, ma voi ci credete?

marzo 12, 2016

Parto da un ormai vecchio post di Giuseppe, ma la farò molto breve.

È ormai un luogo comune quello dei top manager che si alzano presto la mattina (o meglio, nel cuore della notte).

A me vien subito da pensare “E poi condannano la droga, o il doping nello sport…”.

E di un Francesco Costa non so cosa pensare: ma ci crede veramente a queste storie? Secondo me è tutta propaganda per le masse. O almeno lo spero: se non ci raccontano balle, allora non hanno capito un tubo.

PS: Andrea Strozzi apre il tema, ma non lo sviluppa…

Topocane

novembre 3, 2014

Quando Marchionne annunciò che avrebbe eliminato la Croma pensai che stesse per abbandonare il segmento e mi chiedevo perché.

Adesso vedo in giro delle 500 grosse come delle Croma e che costano come delle Croma.

Ed è definitivamente accertato che non capisco un cazzo di marketing.

Le vere necessità del paese

agosto 21, 2014

Sono tante. Ma mettiamo lo sviluppo della banda larga tra quelle prioritarie.

L’ennesima della SIAE

giugno 25, 2014

Domanda: a cosa serve la SIAE, nel 2014? O meglio, a cosa potrebbe ancora servire, anche lavorando bene? E… lavorando male?

La tassa sul telefonino è passata: firma per chiedere di annullarla

23 giugno 2014

La tassa sul telefonino è passata: firma per chiedere di annullarla

Il ministro Franceschini ha firmato il decreto che aumenta fino a 4 euro il prezzo di smartphone e tablet per fare un piacere alla Siae. Altroconsumo ricorrerà al Tar per fermare questa tassa ingiusta. Dallo studio voluto dallo stesso ministero emerge che solo 13 consumatori su 100 usano dispositivi tecnologici per archiviare copie private. Firma per sostenerci in questa battaglia.

Visto anche da Quintarelli.

Scandaloso

agosto 3, 2010

Senza parole. Ce le hanno già messe loro.

Mercato dell’auto a picco

(…) “Allo Stato italiano chiediamo che prenda subito in considerazione misure a supporto del mercato auto. Sarebbero “a costo zero”, perché si pagherebbero, sia con le imposte sulle auto aggiuntive, sia con riduzione delle spese mediche legate alla cattiva qualità dell’aria e la diminuzioni di morti e feriti per gli incidenti stradali.”

(…) “E’ importante che Fiat resti a produrre in Italia. Per questo serve un atteggiamento totalmente diverso di certi sindacati. In questo momento produrre in Europa non conviene più e tutti stanno smobilitando gli stabilimenti italiani per delocalizzare. Vogliamo rendercene conto e tornare a competere sul mercato del lavoro internazionale? Continuando così avremmo dei bei contratti ma, purtroppo, pochissimi ne potranno godere perché disoccupati. Prendiamo esempio dai lavoratori targati USA. E’ il momento”

Mi piacerebbe sapere se tendono a targare anche i loro figli.

Basta coi ricatti; questa gente non può darci più nulla.

Migliaia, milioni. Davvero?

luglio 18, 2010

Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.

Luigi Einaudi

Conosco persone come quelle descritte da Einaudi;
ma la realtà italiana è – in larga parte – questa.

hat tip Luca