Archive for the ‘effetto serra’ Category

È questo il modo di dare una notizia?

agosto 16, 2009

Stamattina dopo un’occhiata al sito di Le Scienze mi prende un coccolone: caspita, forse moriremo tutti e non possiamo fare niente, perché il riscaldamento globale non dipende da noi.

(ops, mi sono fatto prendere la mano; ma perché dovrei essere l’unico serio quando gli altri sono cialtroni?)

In sintesi: se andate sull’articolo per approfondire (facciamo finta che approfondisca, va’) potete capire che si tratta di una ricerca “accessoria”, come quell’altra sui raggi cosmici; è interessante vagliare anche questo contributo, ma per ora non ci sono estremi che inducano a rivoluzionare la climatologia mondiale.

Tra l’altro il testo non esplica per nulla la relazione tra inclinazione dell’asse terrestre e radiazione solare (e tra radiazione a livello locale e globale) che mi sembra debba essere un punto critico della ricerca.

Simpatico però che ad ogni piè sospinto salti fuori un qualche “contrordine compagni”, soprattutto se infilato lì di soppiatto da professionisti che si vorrebbero autorevoli.

inclinazione

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Arrestato James Hansen

giugno 24, 2009

NYT -> ASPO -> Lombroso

Sta facendo il giro del mondo la notizia dell’arresto – ieri, 23 Giugno – di James Hansen, climatologo della NASA, mentre protestava contro una miniera di carbone in Virginia. Hansen è uno dei climatologi più attivi e più noti nel campo degli studi sul riscaldamento globale.

Sono stato in contatto più di una volta con Hansen e i suoi collaboratori. La senzazione che hai parlando con loro è chiarissima: chi lavora seriamente sulla questione del riscaldamento globale si rende conto sempre di più che siamo nei guai...

Altro non ci appulcro.

Il global warming è terreno minato, ma almeno non bariamo…

gennaio 9, 2009

La mezza bufala dei ghiacci del 2008 (via Bioetica)

Segnaliamo anche il gran livello di alcuni che vorrebbero spiegarci dove abitiamo (via Cattaneo)

Comunque, lo dico quando fa caldo, lo dico quando fa freddo:
il tempo è una cosa, il clima un’altra.

Quando lo capiremo?

Respira meno: attento alla CO2!

ottobre 18, 2008

Ultimamente si sta affermando in modo fastidioso – nel marketing e nella politica – l’abitudine a parlare delle emissioni di CO2 come DEL problema. Non c’è angolino sulle etichette o sui dépliant che non dichiari i grammi di CO2 risparmiati con questo prodotto o quel comportamento.

Come se fosse chiaro che è la cosa più importante.
Come se fossimo sicuri che basta [per sentirsi buoni].

Io sono un po’ meno scettico di lui riguardo al Global Warming in sé,
ma la penso anch’io come Beppe, che non cerca rassicurazioni,
come invece fa la maggior parte degli scettici. Lui pretende molto di più.

Anche se comprendo le posizioni di Governo e Confindustria riguardo agli accordi europei post-trattato di Kyoto, le mie motivazioni sono diverse.
Questo mi sembra uno di quei casi in cui è necessario fare un processo alle intenzioni, per capire dove ci vogliono portare (EDIT: CVD).

Penso anch’io che possiamo evitare di preoccuparci della CO2 in senso stretto: se i feedback dovessero rivelarsi in larga parte negativi, forse la scampiamo lo stesso; se dovessero essere positivi o nulli, non basteranno tre trattati.

Le criticità gigantesche del nostro futuro sono l’approvvigionamento energetico e alimentare; non crediate che l’abbiano capito: questi pensano solo al business as usual.

Dimenticando tra l’altro che se molti paesi europei sono a favore delle riduzioni è perché hanno già capito come usarle a favore della loro economia, non contro.

Siamo indietro, come sta troppo spesso capitando. E pensare che abbiamo un mix impressionante (quasi unico al mondo) di potenziale geotermico, eolico, solare.

Fatevela la vostra centrale nucleare, se vi tranquillizza; ma che non sia un alibi, come non deve esserlo la CO2 che risparmio io con le mie lampadine.

ED ECCOMI SERVITO:
Taglio agli incentivi del 55% per rinnovabili in edilizia

Dibattito al meeting di CL?No, questa è ancora meglio:

settembre 5, 2008

l’uomo non c’entra niente col riscaldamento globale,
è Dio che sta inclinando l’asse terrestre per liquefare le calotte
e così spegnere i “fuochi” dei prossimi bombardamenti atomici.

(via Pharyngula)

Una nuova era glaciale

febbraio 4, 2008

Mi sono rotto di sentir sfoderare a ogni piè sospinto questa storia:

"Ma cosa stai ad ascoltare quelli? Adesso dicono che c’è il Global Warming,
ma negli anni ’70 erano sicurissimi che stesse iniziando una nuova era glaciale".

Io non sono sicuro di niente.
Praticamente il post-modernismo mi ha paralizzato da piccolo.
Se devo essere sincero, su questa faccenda, spero che ci stiamo sbagliando.

Ma l’argomentazione di cui sopra va – a seconda di chi la usa –
dal paralogismo ingenuo alla cialtronata.
Insomma, spero che si possa discutere del merito dei contenuti,
non di stereotipi a buon mercato.

La dialettica ad hominem è già abbastanza odiosa di suo.
Quando però è inapplicabile, poiché le persone (e la relativa autorevolezza)
non sono le stesse, si tratta di una mistificazione.*

Si, perché, quando mi dicono che qualcuno prevedeva
il raffreddamento globale, io mi permetto una domanda:

CHI?

Qualche nota, giusto per iniziare ad approfondire…

* o di un alibi cercato in seguito a dissonanza cognitiva?

Cambiamenti climatici?

novembre 1, 2007

Al prossimo che mi dice
Guarda che negli anni ’60 si prevedeva una nuova era glaciale
rispondo:
Non solo negli anni ’60. Anche adesso.

…ed è tutto vero!

Si riapre il dibattito sul nucleare…

settembre 16, 2007

Ho commentato questo post di Luca De Biase sul nucleare.

*** *** ***

Un altro commentatore scrive: "…energia a sbafo per tutti e per le aziende".
Questo è un mito.
L’uranio è aumentato di 10 volte in pochi mesi, perché al mondo non ce n’è poi tanto (anche l’uranio è una fonte non rinnovabile).
E’ vero che il costo del combustibile era una voce secondaria per gli impianti nucleari; ma se questo trend continua, la cosa non sarà più vera.

Intendiamoci: io non sono contrario per principio, anzi.
1) avremo bisogno di tanta energia, e quindi ANCHE di nucleare.
2) una grande nefandezza italiana è stata quella di chiudere (e male) le centrali esistenti.

Sono contrario alle visioni semplicistiche, del tipo "Con l’efficienza e le fonti alternative non ci sarà bisogno del nucleare", ma anche "Con il nucleare ci sarà energia in abbondanza e a basso costo per tutti, e potremo sprecarne a voglia".

In questo senso, Luca, ti segnalo una "induzione involontaria" generata da assunzioni implicite presenti anche nel tuo post.
I 3 problemi che tu indichi sono importanti, ma elencarli così può far pensare che siano gli unici.
Ossia che, risolti quelli (anche se non è semplice) dopo sia tutta una discesa.
Ma i dubbi sul nucleare, che non devono ostracizzarlo ma solo farlo valutare con più discernimento, vanno un po’ più in là.
Il nucleare (nel bene e nel male, sia chiaro) non è questo patto faustiano dopo il quale ho sì perso l’anima, ma ottengo quel che voglio.
Io ridurrei l’enfasi, sia sui benefici che sui problemi.
Innanzitutto le valutazioni sull’EROEI nucleare non sono così chiare.
Se gli scenari dovessero essere non solo macroeconomici (bisogno di energia per sostenere l’industria e il PIL) ma fisici (aumento della domanda di petrolio con calo dell’offerta geologicamente possibile), il mix più adeguato per l’Italia potrebbe davvero essere dato da pochi impianti (nucleari e fossili) per le grandi utenze e da molti impianti (cogenerazione, solare ed eolico) per le utenze distribuite. Perché se l’energia costa molto di più, costa di più anche costruire e condurre le centrali nucleari.
Sicuramente un’incognita in gioco è la disponibilità futura di nuove tecnologie nucleari fissili che riducano sia i problemi delle scorie che quelli del combustibile.
Io, per esempio, ammetto la mia ignoranza, ma non ho ancora capito i motivi economici (quelli politici li posso capire) per cui i reattori autofertilizzanti siano stati messi da parte.

I ghiacciai alpini hanno perso…

luglio 2, 2007

I ghiacciai alpini hanno perso negli
ultimi 20 anni il 20% della loro estensione
.

Pensavo anche peggio.
Del resto, io frequento le Dolomiti, che avevano i ghiacciai a quote molto basse, e lì non è davvero rimasto più niente (perfino la Marmolada langue).

Numero Verde di Nòva24

maggio 31, 2007

Numero Verde (accattatevelo)

Questa è pubblicità spudorata:
oggi esce Numero Verde, la prima versione monografica di Nòva24 interamente dedicato a un tema:

La crisi climatica.

21 pagine solo su questo.

Cosa sta succedendo, quali sono le nuove chiavi di risposta scientifiche e tecnologiche, come riorganizzare città e campagne, come far girare il meccanismo dei certificati verdi e di controllo delle emissioni, come imparare ad adattarsi, quali mutamenti negli stili di vita e nei processi produttivi, come sviluppare una mentalità globale….

Insomma, un lavoraccio a tante mani e teste. Di cui sono contento (ho curato la pagina sulle frontiere energetiche, con un deciso approfondimento, anche, del bottone che trovate qui a destra – cartina geotermica d’Italia).

Accattatevelo. Ne vale la pena, a mio modesto avviso.
Beppe Caravita

(AGGIORNAMENTO dal Blog di De Biase: è disponibile come PDF)