Archive for the ‘bookblogging’ Category

Perché fingere il contrario?

luglio 3, 2012

Odifreddi era sia ridicolo che inquietante quando lanciava strali contro la Rowling e altri autori fantasy, colpevoli a suo parere di distrarre il popolo dalla realtà fisica descritta dalla scienza.

Mi ritrovavo però a essere infastidito in modo vagamente simile da alcuni aspetti della saga degli X-men (quella cinematografica); non tanto dal substrato di lassa science fiction che si dà per scontata e che tutto sommato non guasta, quanto dagli insistenti inutili richiami a mutazioni quantiche e all’idea di un’evoluzione rapida, lineare, obbligatoria e progressiva (vedere qui per un ripasso).

Be’, non c’è niente che riassuma meglio il mio pensiero di un passo di Terry Pratchett* che stasera mio figlio mi ha proposto, in modo completamente inaspettato (ma del resto non riesco più a tener dietro alla lista delle letture da lui avviate, concluse e riprese).

Eccolo qui, così come gli è venuta voglia di leggerlo mentre era in macchina con me, poche ore dopo che io avevo pensato alla scienza degli X-Men:

…ma prima chiariamo cosa non è La Scienza di Mondo Disco. Ci sono stati molti precedenti ispirati al mondo dei media, come La Scienza di X-files e La Fisica di Star Trek, che spiegano gli sviluppi della scienza odierna che un giorno potrebbero portare agli eventi e alle invenzioni descritte dalle serie tv. Gli alieni sono davvero atterrati a Roswell? Sarà mai possibile creare la propulsione a curvatura? Riusciremo mai ad avere le batterie praticamente eterne che Mulder e Scully mettevano in quelle loro torce?

Avremmo potuto adottare quell’approccio. Per esempio, avremmo potuto sottolineare che la teoria darwiniana dell’evoluzione spiega il modo in cui forme di vita inferiori si sono evolute in quelle superiori, il che a sua volta rende perfettamente ragionevole il fatto che un essere umano debba evolversi in un orango (pur restando un bibliotecario, dal momento che non esiste forma di vita superiore a un bibliotecario). Avremmo potuto speculare su quale sequenza del DNA potrebbe dotare in modo credibile i draghi di un rivestimento interno di amianto. Avremmo perfino potuto cercare di spiegare come si fa a ottenere una tartaruga lunga ventimila chilometri.

Abbiamo deciso di non farlo per un buon motivo… ecco, per due ottimi motivi.

Il primo è che sarebbe stato… ehm… idiota.

E questo per il secondo motivo. Mondo Disco non funziona secondo le regole della scienza. Perché fingere il contrario? I draghi non sputano fuoco perché hanno i polmoni di amianto, sputano fuoco perché lo sanno tutti che è così. Ciò che fa funzionare Mondo Disco è più profondo della semplice magia e più potente della pallida scienza. È l’imperativo narrativo, il potere della storia. Il suo ruolo è simile a quello di una sostanza nota come flogisto, che una volta era considerato il principio o sostanza che permetteva agli oggetti infiammabili di bruciare. Nell’universo di Mondo Disco c’è il narrativium. È parte di ogni movimento degli atomi, del moto di ogni nuvola. È ciò che li rende quel che sono, li fa continuare a esistere e a prendere parte alla storia del mondo.

Anche il seguito merita, ma non mi voglio dilungare. In ogni caso ho molto apprezzato l’ironia sulle forme di vita inferiori e superiori 🙂

* Che io vedo come il fratello dionisiaco di Douglas Adams.

È davvero un’Arte…

settembre 7, 2009

Non so in quale dei miei tre ultimi traslochi ho perso questo libro.
Luca Massaro mi ricorda che devo recuperarlo;
non solo per tenerlo motivatamente su Anobii,
ma anche perché è indispensabile per sopravvivere.

E mi è appena tornata in mente l’occasione in cui l’avevo comprato…

Negli ultimi anni della sua vita mia nonna non faceva altro che guardare la tv e leggere, a causa di problemi motori che si possono ben sospettare.
Io ero il suo procacciatore: qualcosa recuperavo dalla biblioteca famigliare, qualcosa andavo a comprare.

Non leggeva tutto, si stancava presto; però provava di tutto, incoraggiando così la mia sconsiderata foga esplorativa.

Riuscì a leggere L’arte di ottenere ragione incredibilmente per una buona metà.

Lei si chiamava proprio, curiosamente, Arte. Aveva 89 anni. Fate voi.

La teologia dei Simpson

giugno 16, 2008

Questo non ve lo potete perdere (ci sarò anch’io).

Brunetto Salvarani

Da Bart a Barth.
Per una teologia all’altezza dei Simpson

Editrice Claudiana, Torino 2008, prefazione di Gioele Dix, postfazione di Paolo Naso

Da Bart a Barth. D’accordo, ma cos’ha a che fare Bart, il ragazzino scavezzacollo con una vocazione particolare a portare alla collera il padre, Homer, con Karl Barth, il grande teologo calvinista che, con la sua opera sterminata, ha segnato il Novecento? Solo un facile gioco di parole?

A tale ‘angosciosa’ domanda – leggera di quella leggerezza che Italo Calvino suggeriva di portare con sé all’incrocio del nuovo millennio quale antidoto al senso diffuso di precarietà cosmica – è dedicato questo libretto. Un libretto che, con la scusa di parlare della famiglia più famosa della TV mondiale, i Simpson, discute di noi, della fatica di capire gli altri ma anche di capirci, dei nostri timori e delle speranze, religiose e non: insomma, del nostro oggi, e di cosa ci fa – ancora? – colui che ci ostiniamo a chiamare Dio.

Un’opera che si legge tutta d’un fiato e che alla fine – esattamente come accade dopo la visione di un episodio dell’amata serie – ti costringe a desiderare una successiva puntata – (Gioele Dix)

Il libro sarà presentato
GIOVEDI’ 19 GIUGNO 2008, alle ore 18.00
presso la Libreria LA FENICE di Carpi (Via Mazzini 15)

Ne discuteranno

PAOLA SACCHETTI, coordinatrice pedagogica del Comune di Carpi
ODO SEMELLINI, operatore culturale ed esperto di fumetti
CLAUDIO VARETTO, pubblicitario ed esperto di cartoni animati

Sarà presente l’autore

INGRESSO LIBERO

Un uomo per tutte le stagioni

Mag 17, 2008

Non voglio passare guai, quindi non farò nomi 😉

Basti dire che esiste in Italia un personaggio che ho sempre ammirato sconfinatamente, e che ancora guardo con meraviglia, viste le capacità e il carisma che ancora dimostra a 80 anni.

Be’, negli ultimi anni mi sono persuaso che
questo grande uomo sia però un pochino paraculo
.
E da stasera ne ho un indizio in più.*

Scrive un libro per dire che “Dobbiamo fare più figli”.

Poi, pubblicizzandolo nella trasmissione più marchettara, viene a dirci che “Dobbiamo fare più figli NOI ITALIANI”; perché nel mondo globalmente siamo in troppi, mentre qui da noi ci saranno problemi demografici opposti.

Può darsi che abbia ragione.
Però non ha il fegato di scriverlo in copertina.
In effetti ho come l’impressione che il target ne soffrirebbe.

* Mi deluse però già quella sera di tanti anni fa all’AVIS: doveva parlare delle donazioni di sangue, e invece bruciò quasi tutto l’incontro per presentare il suo libro sui dinosauri.

Per soprammercato….

febbraio 17, 2008

Ho voluto infierire sulla mancanza di tempo comprando alcuni libri in aeroporto.

Uno è The Undercover Economist di Tim Harford, molto brillante e "magnetico".

L’altro è di The God Delusion.*
Non so, ma credo che questo Dawkins farà abbastanza clamore…

* la mia prima versione cartacea

In memoria di un grande uomo: James Edward Gordon

agosto 22, 2007

James Edward Gordon

Prima o poi scriverò dettagliatamente il perché l’opera di Gordon sia stata così importante per me (e perché debba essere letta da quante più persone possibile).

Per ora vi lascio la voce di Wikipedia, e i link per acquistare i suoi libri ancora disponibili:

The New Science of Strong Materials, 1968 (su Amazon)
Structures: Or Why Things Don’t Fall Down, 1978 (su Amazon)
The Science of Structures and Materials, 1988 (su Amazon)
Strutture sotto sforzo – Zanichelli, 1991 (su IBS)

I primi due sono opere originali (tradotte anche in italiano ma ormai introvabili); il terzo è una loro sintesi (arricchita di immagini di qualità); il quarto è l’edizione italiana del terzo.

(continua)

Technology is ideology

agosto 2, 2007

Public consciousness has not yet assimilated
the point that technology is ideology.

from AMUSING OURSELVES TO DEATH by Neil Postman

The Teaching Company – History of Science: 1700–1900

luglio 29, 2007

Se, imbattendovi in questa pagina, vi chiedete se la serie di audio-lezioni vale il suo prezzo, sappiate che la risposta è sì.
La durata è ragguardevole (18 ore), l’inglese chiaro e la qualità dei contenuti ottima.

Pur senza entrare eccessivamente nei dettagli, l’ampiezza dell’opera è sufficiente a dare spazio anche agli aspetti filosofici, religiosi e sociali, e a mostrare la complessità di personaggi e teorie.

Importante (anche se secondaria nel volume occupato) la storia dell’evoluzione del concetto di energia, a partire dalle ipotesi sul flogisto e sulla fixed air.

History of Science: 1700–1900
(36 lectures, 30 minutes/lecture)
Course No. 1210

Taught by Frederick Gregory
University of Florida
Ph.D., Harvard University

Intervista a Matt Lombard su

Mag 14, 2007

Intervista (redazionale) interessante anche per chi non usa SolidWorks.
Anzi, anche per chi non usa strettamente strumenti cad, ma altri software di progettazione e/o produttività.

Due frasi:

The real value of higher level books is to offer a different point of view.

…the first bit of advice to an AutoCAD user learning SolidWorks was to forget everything he thought he knew about "CAD". SolidWorks is not a "drafting" program, it is a "digital prototyper", much more akin to building a physical model by hand than making a 2D drawing.

Nota: alla fine io non sono del tutto sicuro dell’utilità di questi libri.
Finché non scriverò il mio  😉

Quando Gesù girava per la Sicilia

gennaio 26, 2007

A dispetto delle ultime recensioni, il libro più importante nella nostra recente vita famigliare è Fiabe Italiane – raccolte e trascritte da Italo Calvino.

In casa ho molti libri del genere; devo dire che restano molti anche dopo aver fatto le dovute proporzioni (mia moglie ha fatto la tesi, sulle fiabe).

Ogni sera mio figlio ne chiede una, e cerca di strapparne anche di più.

Noi abbiamo una recente ristampa dell’edizione dei Millenni Einaudi del 1956; attualmente si trova anche nei Meridiani Mondadori.

In quanto raccolta di narrazioni popolari comprende materiale molto vario, di volta in volta moralista o cinico, opaco, crudele o comico.

E certe volte non posso fare a meno di annotare le storie che mi colpiscono maggiormente.
Come "Gesù e San Pietro in Sicilia", 5 brevi racconti (tutti comici tranne l’ultimo) in cui San Pietro è davvero una macchietta.

Esempio: Le pietre in pane

Quando il Maestro andava per il mondo coi tredici Apostoli, una volta si trovarono affamati in mezzo alla campagna e non avevano più pane. Disse il Maestro: – Caricatevi una pietra ognuno.
Gli Apostoli si caricarono una pietra ognuno, e Pietro ne scelse una piccina piccina.

Ovviamente a un certo punto – non trovandosi davvero da mangiare – Gesù trasforma le pietre in pane e Pietro resta con poco pane e molta fame…

Alla volta successiva Pietro si fa furbo e prende un macigno che si poteva sollevare appena (…) mentre gli altri camminavano tutti con pietre leggere.

Ma questo Gesù è uno che gioca tiri birboni:
E il Signore disse agli Apostoli: – Ragazzi, ora ci faremo una risata alle spalle di Pietro.
Giunsero ad un paese, ed era pieno di botteghe di fornai che sfornavano pane proprio allora.

Non rovino la sorpresa raccontando il secondo episodio, in cui Pietro fa l’apprendista stregone dopo aver visto un miracolo di Gesù