Archive for the ‘sovrappopolazione’ Category

Limitatamente alla coerenza

settembre 12, 2016

Riguardo al fertility day.

Chi mi conosce (o legge qualcosa qui) sa che sono tutt’altro che un natalista. Però, limitatamente alla coerenza (put your money where your mouth is) vorrei segnalare un “elefante” (uno dei tanti) nelle politiche socio-fiscali di questo paese.

Non è faccenda personale; alla fine, come sarà chiaro, mi costruisco le mie perequazioni. Ma la storia che segue è esemplare.

Io quest’anno ho un figlio che ha finito le medie; non pretendo che i testi siano gratuiti, per quanto si tratti di scuola dell’obbligo; però non sarebbe male poter detrarre quello scarno 19% che si nega a pochi oneri in dichiarazione; e invece no.

Questo ragazzo tra 5 giorni comincia il liceo; testi nuovi e ben più costosi dei precedenti; anche qui nessuna possibilità di detrazione.

Ho anche una figlia che sta facendo l’ultimo anno di nido; la spesa annua dalle mie parti è di almeno 3-4000 euro. Bene, io potrò in ogni caso portare a detrazione 632 euro, che rappresentano un credito di imposta finale di 120 euro.

Ok, non ci sono i soldi per le famiglie? Pazienza, d’accordo. Però…

…quest’anno io ho effettuato anche qualche lavoro in casa: sostituito la caldaia, sistemato delle pareti ancora fratturate dopo il sisma 2012, acquistato mobili… per un totale di circa 8000 euro.

Bene, nel 730 dell’anno prossimo potrò portare tutto in detrazione e ricevere dallo stato ben 4000 euro*.

Evidentemente i soldi ci sono o meno a seconda del valore e del significato attribuito al tipo di spesa.

Il merito della questione qui non è se sia o meno opportuno finanziare caldaie, scuole dell’infanzia, libri di testo o cacciabombardieri; solo, sono stufo di perdermi in argomentazioni, dietrologie e questioni antropologiche, quando si rischia di buttare le perle ai porci, analizzando solo la crosta di quelle che sembrano propaganda o indignazione, ma alla fine sono solo diversivi per far correre inchiostro ed elettroni.


* sia pure in 10 rate annuali: la cosa è finanziariamente significativa, ma le proporzioni sono tali che il discorso non cambia.

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Che culo

settembre 17, 2015

Stasera non si riesce a circolare davanti a casa mia, è tutto un lavorio di vigili urbani e sirene, gente che suona il clacson e bestemmia.

Matteo Renzi è venuto all’inaugurazione del nuovo negozio Blumarine annesso allo stabilimento principale (sì, vivo qui, sono nell’ombelico del mondo).

Madonnina mia.

Canzoni

Mag 1, 2011

L’altro ieri sono passato – mio malgrado – davanti a un televisore che mostrava le nozze regali.

Hanno iniziato a tormentarmi due motivi, finché sono stato a guardare: la locomotiva di Guccini e il bombarolo di De André.

E oggi… cielo – è il caso di dirlo – cielo, oggi si ricomincia.

Siamo avvisati

ottobre 7, 2009

…se non troviamo una soluzione, un miliardo di cinesi saliranno sui gommoni e verranno da noi.

Il papa parla di ambiente: posso invocare il NOMA?

luglio 13, 2009

Nella sua ultima opera (si tratta di un film, distribuito in Italia col titolo L’amore dei laici non vale una cippa) vuole fare concorrenza a Maurizio Milani nel campo dei non sequitur.

Nelle abbondanti 160’000 battute focalizzate, fra l’altro, su giustizia e sviluppo, il nostro eroe riesce a dedicare all’ambiente parte del quarto capitolo. I punti più condivisibili sono anche i più scontati, ma non è mancato il colpo di scena: un contributo euristico che finalmente svela nunc et semper la chiave di volta dei meccanismi ecologici, fornendo una soluzione finale ai problemi dell’ambiente.

Per salvaguardare la natura non è sufficiente intervenire con incentivi o disincentivi economici e nemmeno basta un’istruzione adeguata. Sono, questi, strumenti importanti, ma il problema decisivo è la complessiva tenuta morale della società [corsivo originale, NdW]. Se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell’uomo, se si sacrificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana e, con esso, quello di ecologia ambientale. È una contraddizione chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell’ambiente naturale, quando l’educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesse. Il libro della natura è uno e indivisibile, sul versante dell’ambiente come sul versante della vita, della sessualità, del matrimonio, della famiglia, delle relazioni sociali, in una parola dello sviluppo umano integrale. I doveri che abbiamo verso l’ambiente si collegano con i doveri che abbiamo verso la persona considerata in se stessa e in relazione con gli altri. Non si possono esigere gli uni e conculcare gli altri. Questa è una grave antinomia della mentalità e della prassi odierna, che avvilisce la persona, sconvolge l’ambiente e danneggia la società.

Aggiungiamo che in altri capitoli (ma su questi temi c’è da tempo l’autoreverse) si mescolano di proposito aborto e contraccezione, per declamare il solito approccio quantitativo zootecnico alla difesa della vita, o si cerca di fare confusione tra le iniziative per la salute riproduttiva e le politiche di forzata pianificazione delle nascite.

Frullando, centrifugando e filtrando, una delle (poche) idee concrete che restano potrebbe essere la seguente: la pressione antropica sul pianeta è eccessiva perché non facciamo abbastanza figli.

Ratzinger è vecchio, ma non disperiamo; ha ancora tempo. È evidente che gli manca ancora il salto di qualità di cui fu capace Ron Hubbard: smettere con la fantascienza e dedicarsi alla religione.

Il NOMA: non c’è mai quando ti serve.

Il papa parla di ambiente: posso invocare il N.O.Ma.?

Nella sua ultima opera (si tratta di un film, distribuito in Italia col titolo L’amore dei laici non vale una cippa) vuole fare concorrenza a Maurizio Milani nel campo dei non sequitur.

Nelle abbondanti 160’000 battute focalizzate, fra l’altro, su giustizia e sviluppo, il nostro eroe riesce a dedicare all’ambiente parte del quarto capitolo. I punti più condivisibili sono anche i più scontati, ma non è mancato il colpo di scena: un contributo euristico che finalmente svela nunc et semper la chiave di volta dei meccanismi ecologici, fornendo una soluzione finale ai problemi dell’ambiente.

Per salvaguardare la natura non è sufficiente intervenire con incentivi o disincentivi economici e nemmeno basta un’istruzione adeguata. Sono, questi, strumenti importanti, ma il problema decisivo è la complessiva tenuta morale della società. Se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell’uomo, se si sacrificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana e, con esso, quello di ecologia ambientale. È una contraddizione chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell’ambiente naturale, quando l’educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesse. Il libro della natura è uno e indivisibile, sul versante dell’ambiente come sul versante della vita, della sessualità, del matrimonio, della famiglia, delle relazioni sociali, in una parola dello sviluppo umano integrale. I doveri che abbiamo verso l’ambiente si collegano con i doveri che abbiamo verso la persona considerata in se stessa e in relazione con gli altri. Non si possono esigere gli uni e conculcare gli altri. Questa è una grave antinomia della mentalità e della prassi odierna, che avvilisce la persona, sconvolge l’ambiente e danneggia la società.

Aggiungiamo che in altri capitoli (ma su questi temi c’è da tempo l’autoreverse) si mescolano di proposito aborto e contraccezione, per declamare il solito approccio quantitativo zootecnico alla difesa della vita, o si cerca di fare confusione tra le iniziative per la salute riproduttiva e le politiche di forzata pianificazione delle nascite.

Frullando, centrifugando e filtrando, una delle (poche) idee concrete che restano potrebbe essere la seguente: la pressione antropica sul pianeta è eccessiva perché non facciamo abbastanza figli.

Ratzinger è vecchio, ma non disperiamo; ha ancora tempo.

È evidente che gli manca ancora il salto di qualità di cui fu capace Ron Hubbard: smettere con la fantascienza e dedicarsi alla religione.

Il N.O.Ma.: non c’è mai quando ti serve.

Come Babbo Natale

aprile 22, 2009

“San Nicola” ci regala questa notevole dispensa che arditamente inizia a perlustrare l’annoso (per me) tema di quanta gente può mangiare su questa terra (anche nel senso locale di Italia, Emilia o comune di Zocca).

Levi-Strauss sulla densità di popolazione

marzo 20, 2009

(copioincollo da una mailing list)

Vi sottopongo questo pezzo, che ho inserito anche nel mio sito*, del famoso antropologo Claude Levi-Strauss, tratto da “Tristi tropici”. Scritto nel 1955, profetico direi…
Saluti
Lem

“In queste regioni [dell’India], dove la densità della popolazione supera a volte i mille per chilometro quadrato, mi sono reso conto in pieno del privilegio storico ancora proprio dell’America tropicale (e fino a un certo punto dell’America intera) d’essere rimasta, del tutto o relativamente, vuota di uomini. La LIBERTÀ non è un’invenzione giuridica né un tesoro filosofico, proprietà esclusiva di civiltà più valide di altre, perché sole capaci di produrla e preservarla. Essa risulta da una relazione oggettiva tra l’individuo e lo spazio che occupa, tra il consumatore e le risorse di cui dispone. E non è del tutto sicuro che questo compensi quello, e che una società ricca, ma troppo densa, non si avveleni di questa densità, come quei parassiti della farina che arrivano a sterminarsi a distanza con le loro stesse tossine, molto prima che la materia nutritiva venga meno.

[…] A parte i rimedi politici ed economici concepibili, il problema posto dal confronto dell’Asia con l’America tropicale è quello della moltiplicazione umana in uno spazio limitato. Come dimenticare che, sotto questo riguardo, l’Europa occidentale occupa una posizione intermediaria tra i due mondi? Questo problema del numero, l’India l’ha affrontato circa tremila anni fa, cercando, con il sistema delle caste, un modo di trasformare la quantità in qualità, ossia di differenziare i raggruppamenti umani, per permettere la loro coesistenza fianco a fianco. E aveva anche concepito il problema in termini più vasti, estendendolo al di là dell’uomo a tutte le forme di vita. La regola vegetariana si ispira, come il regime delle caste, alla preoccupazione di impedire che i raggruppamenti sociali e le specie animali infieriscano le une contro le altre, riservando a ognuno la libertà sua propria, grazie alla rinuncia, da parte delle altre, dell’esercizio di una libertà antagonista. E’ tragico per l’uomo che questa grande esperienza sia fallita: che cioè nel corso della storia le caste non siano riuscite a raggiungere uno stato in cui rimanere uguali in quanto differenti – uguali nel senso che sarebbero state inconfrontabili – e che si sia introdotta fra di esse quella perfida dose di omogeneità che avrebbe permesso il confronto, e quindi in formarsi di una gerarchia. Gli uomini possono arrivare a coesistere a condizione di riconoscersi tutti uomini, ma in modo diverso, oppure negandosi reciprocamente un grado uguale di umanità, e dunque subordinandosi.

Questo grande fallimento dell’India comporta un insegnamento: diventando troppo numerosa, e malgrado il genio dei suoi pensatori, una società non si perpetua che generando la SERVITÙ. Allorché gli uomini cominciano a sentirsi stretti nel loro spazio geografico, sociale e mentale, una facile soluzione rischia di sedurli: negare la qualità umana a una parte della specie. Per qualche decennio essi avranno mano libera. In seguito bisognerà procedere a una nuova espulsione. In questa luce, gli avvenimenti di cui l’Europa è stata teatro per vent’anni, e che riassumono un secolo nel corso del quale la sua popolazione si è raddoppiata, non mi appaiono più come il risultato dell’aberrazione di un popolo, d’una dottrina, o di un gruppo di uomini. Ci vedo piuttosto l’indizio di una evoluzione verso una fine di cui l’Asia del Sud ha fatto l’esperienza mille o duemila anni prima e a cui, a meno di grandi decisioni, non riusciremo forse a sfuggire. Questa grande svalorizzazione sistematica dell’uomo da parte dell’uomo si va estendendo, e sarebbe ipocrita e incosciente voler evitare il problema con la scusa che si tratta di un fenomeno passeggero. Ciò che mi atterrisce in Asia è l’immagine del nostro futuro, che essa ci anticipa. Nell’America indiana invece vagheggio il riflesso, fugace anche laggiù, di un’età in cui la specie era proporzionata al suo universo, e in cui persisteva un rapporto valido tra l’esercizio della libertà e le sue leggi.”

* suppongo questo.

La seconda transizione demografica…

febbraio 21, 2009

Articolo molto interessante di Stefania Dellerio su Giornalettismo:

La seconda transizione demografica fra teoria e realtà

Sono molto d’accordo su alcune considerazioni di carattere psicologico e sociale.

Un po’ meno sull’idea sottintesa che ci possiamo permettere – a livello globale, ma anche nazionale – un certo allegro trend demografico.

Global Population Speak Out

febbraio 11, 2009

Da Mildareveno ricevo e volentieri amplifico…

Facciamoci sentire sul problema della popolazione, abbattiamo le barriere a una discussione pubblica, aperta sul problema.
È il Global Population Speak Out

PRESENTAZIONE DELL’INIZIATIVA

Piccolo suggerimento

dicembre 10, 2008