Lo abbiamo detto già molte volte…

…ma evidentemente c’è bisogno di ripeterlo.

A me sembra davvero – nel contesto italiano – a no-brainer choice.

Blackout

Il governo “ha insabbiato gli incidenti nucleari e ha nascosto i veri costi e i problemi legati all’industria nucleare”. Sono le parole di un parlamentare giapponese in un cablogramma di Wikileaks. In tutta Europa molti ambientalisti seri e onesti sono profondamente convinti della bontà della scelta nucleare. Sono persuasi che inqui­ni molto meno di tante altre fonti di energia disponibili oggi. E i suoi rischi sono relativi, dicono: il disastro di Fukushima va relativizzato, messo nel contesto di un terremoto devastante. In fondo non è perché c’è un incidente aereo che le persone smettono di volare. Forse hanno ragione. Però la domanda da fare a Margherita Hack, Chicco Testa e Umberto Veronesi è questa: ma davvero ve la sentireste di affidare la costruzione di una centrale nucleare, la sua gestione e lo smaltimento delle scorie radioattive alla nostra classe politica? La stessa classe politica che non riesce a smaltire la spazzatura di una città di me­die dimensioni, a gestire la rete elettrica senza blackout e a costruire un’autostrada senza l’infiltrazione della mafia e della camorra?
Giovanni De Mauro
settimana [at] internazionale.it

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5 Risposte to “Lo abbiamo detto già molte volte…”

  1. il più Cattivo Says:

    ce lo meritiamo!!!

    che tristezza!

  2. Luca Massaro Says:

    Vedendo il sarcofago di Cernobil m’è venuta in mente questa pazza idea che ovviamente tu straccerai facendone coriandolo: ma perché le centrali nucleari non vengono costruite in delle gallerie tipo un traforo delle Alpi, in modo che se capitasse un incidente, si cementano gli ingressi e buonanotte?

    • Weissbach Says:

      Boh, come diceva il buon vecchio Michelangiolo… c’è chi costruisce aggiungendo, e chi togliendo.
      Considerando quanto costa scavare e quanto son grosse le centrali… capito mi hai.
      Senza contare che le centrali nucleari non sono altro che enormi macchine a vapore, che vanno raffreddate.
      (veramente il problema che mi pongo io è che, in a cavern, in a canyon, excavating for a mine, siano comunque lontane da casa mia |-D

  3. Nello Lo Monaco Says:

    la stessa esatta domanda che ho in mente da sempre; il problema scientifico (le scorie mi rendono antinuclearista per default) è globale, il problema gestionale è locale -e non è poco…-

  4. aiace96 Says:

    è così come dici e come dice internazionale, il problema è di affidabilità delle scelte. L’energia nucleare è la più antidemocratica ed a rischio di proliferazione, non so quanto valga la pena ma in termini di energia prodotta è la possibile soluzione di transizione soprattutto per la sua “densità” di energia per mq. Non credo sia giusto abbandonare l’opzione ma è anche più sbagliato demonizzarla. Una seria classe politica avrebbe da 20anni fatto il deposito unico e sarebbe ora in grado di discutere su solide basi. Vedi http://www.linkiesta.it/e-le-scorie-radioattive-restano-sotto-casa
    Infine credo che il vero nocciolo oltre l’accettabilità sociale, sia economico, non credo il nucleare sia molto più conveniente di alcune energie alternative, e lo saarà sempre meno all’aumentare del prezzo del barile. (vedi calcolo del extra costo in bolletta per la componente generazione nucleare calcolato da Domenico Coiante http://aspoitalia.blogspot.com/2011/03/costi-di-chiusura-del-ciclo-di-vita.html

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