Il malinteso

È terribile non essere capiti
Astutillo Smeriglia

Non si sente già, nel tono del dire, un partito preso: quel dire – credo di capirti – pieno di paterna comprensione contrapposto a – credi di capirmi – che inequivocabilmente rimanda a una «tua» illusione? Ed il fatto che la lingua tradisca già de sé una parzialità estrema, che con la coniugazione del verbo accusi nel cambio di persona un giudizio già dato, non dovrebbe scoraggiarci rispetto alla possibilità di una, anche solo quotidiana, uguaglianza nel capirsi? La situazione è tragica e ridicola al tempo stesso; se passiamo alle sfumature può persino aggravarsi.

Non mi hai voluto capire – sta per – Non hai fatto quanto era nelle tue possibilità per capirmi – ed è qualcosa di completamente altro da – Non ti ho voluto capire – che fa sentire che in qualche modo – L’ho fatto per il tuo bene di non capirti

Franco La Cecla, Il malinteso, Laterza, Bari 1997

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