L’importanza del ricambio d’aria nelle abitazioni

Ugo Bardi ha fatto l’ennesimo post su un tema che vorrei trattare io.

Ormai è lanciatissimo e credo che a casa abbia più apparecchiature che mattoni.

Non ho ancora preso un rilevatore di CO (per la CO2 passo, non volevo arrivare a tanto) ma lo farò.
Però è tutto l’inverno che effettuo ricambi d’aria quasi completi una o due volte al giorno e già gli igrometri ringraziano (ho la casa isolata ancora a macchia di leopardo e sui ponti termici si potrebbe rischiare un po’ di muffa).

15/03/09: Gianni Comoretto rende conto delle sue prove su uno scambiatore d’aria con recupero di calore.

Vi fornisco la mia personale strategia per il ricambio dell’aria:

  • apertura totale delle finestre per 1-3 minuti (dipende dalla velocità dell’aria)
  • apertura in tandem delle finestre su lati opposti (o comunque diversi) dell’abitazione per sfruttare le correnti

Ho sentito varie discussioni sul ruolo delle finestre moderne e l’assenza di spifferi. Beh, qualcosa di vero c’è, ma:

  1. (per chi le ha nuove) se il ricambio d’aria viene eseguito regolarmente, la migliore tenuta non è un problema
  2. (per chi le ha vecchie) NON fate conto sugli spifferi per avere il ricambio: non bastano.

In generale la mia raccomandazione è
SPALANCARE per POCO piuttosto che
SOCCHIUDERE per LUNGO tempo.

Nel primo caso si ha il massimo del ricambio con il minimo delle dispersioni termiche, nel secondo (generalmente) il contrario, sebbene questo sia il metodo che mi capita di vedere applicato più spesso.

L’ideale sarebbe un bell’impianto di ventilazione con recupero di calore…

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3 Risposte to “L’importanza del ricambio d’aria nelle abitazioni”

  1. Ugo Bardi Says:

    Weissbach, mi dispiace che ti trovi sempre i miei post con scritte cose che avresti voluto scrivere tu. Succede anche a me, con altri siti.
    Comunque, è vero che casa mia è piena di aggeggi strani. Ora ne ho ancora uno nuovo da mettere sul blog. Lascio la cosa segreta per non rovinare la sorpresa…

  2. Gianni Comoretto Says:

    Concordo con la modalità, ricambio veloce e abbondante.

    Ma servirebbe farlo almeno 2-3 volte al giorno, se non ci sono spifferi, e con gli spifferi comunque non ti puoi fidare. E il ricambio in sé, anche se non si raffredda i muri, raffredda l’aria, che un po’ di capacità termica ce l’ha. Alla fine vengono i numeri del mio post, citato.

    Quindi un apparecchio che ricambi l’aria, almeno dove si dorme, non mi sembra una cattiva idea. Sono d’accordo che appena fa bel tempo, e il differenziale di temperatura con l’esterno lo consenta, l’apparecchio va spento (o tenuto acceso solo di notte) e poi si ricambia “a mano”. E d’estate tenere le finestre aperte di notte (e sprangate di giorno) è una forma di condizionamento passivo molto efficace. E che meno apparecchi usiamo meglio è. Ma se non vogliamo tenere le finestre socchiuse di notte con fuori sottozero, qualcosa lo metterei.

    • Weissbach Says:

      Sottoscrivo in pieno.
      Voglio solo far notare che fare un ricambio (o due) al giorno con finestre spalancate è meglio di niente. Gli scambiatori sono il passo successivo.
      Attualmente la gente non si pone molto il problema, non solo a livello di risparmio energetico, ma nemmeno di salubrità dell’aria.

      E il ricambio in sé, anche se non si raffredda i muri, raffredda l’aria, che un po’ di capacità termica ce l’ha

      Conti spannometrici a casa mia, se non ricordo male: 3,5 kWh al giro (circa 1/3 mc di metano), con un differenziale di 20°C e con umidità relative 80% sia in ingresso che in uscita.

      …d’estate tenere le finestre aperte di notte (e sprangate di giorno) è una forma di condizionamento passivo molto efficace

      Infatti, si usa l’inerzia termica dei muri. Questo è uno dei motivi per cui il cappotto esterno è molto utile anche d’estate, mentre quello interno molto meno (se non si tiene sempre acceso il condizionatore; ma in quel caso… lasciamo perdere)

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