Edilizia di meNTa

L’anno scorso abbiamo passato l’inverno per l’ultima volta in un appartamento realizzato nel 2002.
Oggi siamo in una unità abitativa che risale al 1973 ed è del 36% più grande della prima (smile).

Confrontando i metri cubi di metano, settimana per settimana*, risulta che stiamo consumando meno.

Si consideri che:

  • le classi costruttive sono abbastanza equivalenti;
  • l’appartamento del 2002 non è un disastro: è più che nella media di ciò che è stato costruito da queste parti tra il 2000 e il 2005;
  • la caldaia dell’appartamento del 1973 non era in buono stato fino a poco fa, e i termosifoni sono in nicchia.

Purtroppo non riesco a tenere conto delle differenze tra questo inverno e il passato: il fattore stagionale potrebbe essere di qualunque segno (in molti sono convinti che questo sia stato un inverno freddo, ma io non ne sono tanto sicuro). Comunque entrambi i conti includono i giorni dal 10 novembre al 10 febbraio.

Il confronto è sconcertante, se si pensa che in trenta anni i progressi potrebbero, anzi dovrebbero, essere stati sensibili.

In realtà, è innegabile che uno dei motivi delle prestazioni competitive del mio “nuovo appartamento vecchio” sia la presenza dei nuovi infissi certificati e dell’isolamento interno su alcune pareti (poche, ma meglio di niente).

Insomma, se da una parte lo stato generale dell’edilizia seminuova è poco lusinghiero, ci possiamo consolare pensando che gli interventi che possiamo attuare noi SONO EFFICACI ed hanno un ottimo ritorno dell’investimento.

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* Sì, sono 4 anni che mi segno quasi giornalmente i consumi di CH4 e le temperature. Perché, voi no?

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5 Risposte to “Edilizia di meNTa”

  1. piero Says:

    Per dire, per consuetudine costruttiva forse nell’unità del 1973 il muro è con l’intercapedine, mentre in quella del 2002 è con cappotto esterno?

  2. Weissbach Says:

    No, direi che:
    1) entrambi gli edifici sono a telaio di cemento armato e pareti in laterizio;
    2) quello vecchio è senza strati isolanti, con esterno intonacato;
    3) quello più recente ha uno strato interno di forati e uno esterno di pieni faccia a vista. Dove possibile*, sono separati da una intercapedine di 3 cm (?) di lana di roccia.

    * Alcune fasce di parete sono occupate da pilastri piatti di CA (all’esterno sono dipinti, non faccia a vista) che costituiscono significativi ponti termici.

  3. piero Says:

    Ah. Quasi c’avrei scommesso. E invece.
    La tua conclusione quindi è significante. Hai un post di quando parli di questi infissi?

    La mia interpretazione era data dal fatto che mi sono capitati di recente due edifici progettati con muri con intercapedine, uno con intercapedine vuota e uno lana di roccia da 4cm, e realizzati invece senza, ma con l’aggiunta di cappotto.

  4. piero Says:

    Grazie. Bene.

    Nota di colore: simpatico il modo in cui scrivono agevolazione fiscale alla terzultima riga.

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