In Italia l’80% degli incentivi alle rinnovabili va ai petrolieri

Premessa: MondoElettrico cita Greenpeace per il 2007; per gli anni passati qui io allegavo un riassunto dei verdi; tuttavia, anche da questa analisi dell’Istituto Bruno Leoni si comprende (nonostante alcune capriole logiche) che le [s]proporzioni e le storture sono quelle.

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Ogni tanto qualcuno tira fuori l’argomento che le rinnovabili non sono concorrenziali.

C’è un fondo di verità (di anno in anno sempre più debole) se nei costi non includiamo le sesquipedali esternalità delle altre fonti.

Ma il nostro amico diventa particolarmente odioso se per dimostrare la sua tesi parla dell’enorme buco nero (decine e decine di miliardi di euro) di cui negli ultimi 15 anni eolico e compagni avrebbero goduto senza svilupparsi davvero.

Non sto esagerando l’importanza di questa posizione: tre anni fa è stata pubblicata una dichiarazione simile in un articolo de Le Scienze, e viene recuperata ogni volta che fa comodo dai soliti noti.

Giusto per fare un esempio, Capezzone qui parla di fardello delle rinnovabili e ne dà la colpa ai Verdi.

Sembrerebbe pure che si cerchi di rendere poco evidenti fatti;
i resoconti dell’Autorità per l’Energia sono poco leggibili:

  • In “Remunerazione impianti
    la voce fotovoltaici, biomasse RSU è consolidata!!!
    (come pure sono riuniti eolico e geotermico, chissà perché)
  • In vari punti i dati sono rinormalizzati
    (non si vedono le quantità assolute).

Tuttavia qualche conto si riesce a fare: in “Quota delle prime 10 società” risultano – per il 2006 – 39500 GWh per le “assimilate” e 9400 GWh per le rinnovabili.

Se si considera che nel bilancio delle rinnovabili una quota pesante è coperta da impianti ormai storici di idroelettrico e (in misura minore) geotermico, si comprende la situazione.

Altri agganci:

La grande giungla del Cip6

Macchine da soldi, alimentate a Cip6

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5 Risposte to “In Italia l’80% degli incentivi alle rinnovabili va ai petrolieri”

  1. Caminadella Says:

    Una volta fatte le giuste lamentele sull’opacità del CIP-6 e sui benefici per i soliti noti, mi faccio la domanda: sul piano ambientale è davvero un errore dare incentivi pubblici al recupero energetico dei residui industriali?

  2. Weissbach Says:

    No, in linea di diritto (1)
    e di principio tecnico (2)
    non è un errore.
    Ma:

    1)
    in Italia non si è “incentivato il recupero energetico”; si è trovato uno stratagemma per dare un pacco di soldi a chi sai tu.
    Quindi il diritto e la giustizia vanno a farsi benedire.

    2)
    A conti fatti, tecnicamente il recupero energetico dei beni industriali non è questa gran cosa; ci possono essere casi in cui è una soluzione, ma in generale è meglio recuperare i materiali che bruciarli.
    In primo luogo perché il rendimento energetico dei cicli di recupero è mediamente molto basso; in secondo luogo perché le materie prime costano sempre di più, e si cercherà di valorizzarle come materiali piuttosto che come combustibili.

    È una bella domanda, me l’ero fatta anch’io tempo fa per la plastica. Potrei teorizzare che il recupero energetico sia un buon ripiego di transizione mentre il recupero materiale sia LA soluzione definitiva. Purtroppo certe soluzioni provvisorie tendono a cronicizzarsi e a bloccare l’innovazione.

  3. Weissbach Says:

    Segnalo studi e considerazioni interessanti sul blog di ASPO Italia:

    http://aspoitalia.blogspot.com/2008/06/rifiuti-se-ci-siete-battete-un-colpo.html
    http://aspoitalia.blogspot.com/2008/09/questa-una-bottiglia-di-plastica-cosa.html
    http://aspoitalia.blogspot.com/search/label/granada
    http://aspoitalia.blogspot.com/2008/06/la-spigolatura-dei-rifiuti.html
    http://aspoitalia.blogspot.com/search?q=rifiuti

  4. Caminadella Says:

    Ok, però in alcuni casi questi residui sono gas. Per esempio, a Taranto c’è una centrale elettrica Edison (in regime CIP-6) che usa i gas di recupero degli altoforni Riva. Non ci sono altre possibilità di recupero. Senza centrale, i gas sarebbero bruciati “in fiamma”. Quindi, quella centrale produce energia senza aggiungere un grammo di emissioni a quelle che ci sarebbero in sua assenza; da questo punto di vista, è equivalente a una centrale eolica o solare.
    Per come la vedo io, lo scandalo è l’entità degli incentivi, non il fatto che siano concessi alle assimilate. Il magna magna ci può essere sull’eolico tanto quanto sui residui industriali.

  5. Weissbach Says:

    Continuo la discussione qui.

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