L’obsolescenza della croce


Unlike this one, Kippenberger’s frog
is holding a beer mug and an egg.

Come dire: la prudenza non è mai troppa…

C’era già del fermento in rete,
poi all’appello di Malvino hanno aderito in una moltitudine.

Io volentieri avrei partecipato con un post lapidario,
ma poi un dubbio si è fatto spazio e mi impedisce coricarmi subito:
ha senso che un cristiano si senta offeso da un’opera come questa?

Io sto rendendomi conto solo negli ultimi tempi di quanto i cristiani siano assuefatti alla croce, che è un SIMBOLO DI MORTE e sofferenza ignominiosa.

noi predichiamo Cristo crocifisso,
scandalo per i Giudei,
stoltezza per i pagani
(1 Cor 1,23)

E infatti chi non ha sublimato il simbolo (tipico per chi è soggetto a questo logorio visivo dall’infanzia) spesso si sente a disagio nel vedere questa machine à tuer affissa dappertutto.

Lo sottolineo, perché attualmente è ovvio solo per pochi: chi non vi scorge la vittoria della Resurrezione può solo vederci l’oggetto storico, che è tutto fuorché rassicurante.

Una religione che vuole portarmi la salvezza si presenta usando l’emblema di una sedia elettrica: è come se un’industria farmaceutica avesse per logo un teschio con le tibie.

Non è strano; è profondo e voluto: è scandaloso, come detto sopra.

Chiedetelo agli ebrei come hanno percepito la vista della croce in questi duemila anni.

La gerarchia fa finta di niente quando si tratta di rispettare il sentimento dei diversamente credenti, ma poi si arroventa per la rana, perché “ferisce il senso religioso di tante persone che nella croce vedono il simbolo dell’amore di Dio e della nostra salvezza, che merita riconoscimento e devozione religiosa“.

Avete un Dio che vi impone un amore così duro, e vi incazzate per la rana?

S’io fossi Papa allor quell’opera sarebbe per me una provocazione da raccogliere: quasi una integrazione del simbolo stesso. E in effetti è quello che fanno, quando decidono che si tratta della strategia migliore: fagocitano, assorbono e sfruttano le contraddizioni trasformandole in ambivalenze.

Io non vedo in queste mosse della Chiesa il tentativo di difendere la sensibilità dei credenti, ma pura CRATOFANIA.

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8 Risposte to “L’obsolescenza della croce”

  1. harlot Says:

    Mica c’è solo la rana: anche Playboy, dopo anni di pubblicazioni sobrie e morigerate, è finito nel mirino della chiesa.

  2. LineadiSenso Says:

    “ha senso che un cristiano si senta offeso da un’opera come questa?”

    si prega, cortesemente, di sostituire cristiano con cattolico 🙂

    rm

  3. Weissbach Says:

    Sì, capisco la critica, ma la domanda va bene così.
    È la risposta che cambia molto a seconda dell’interlocutore (e continuo a pensare che tra i cattolici ci sia ancora qualcuno che non è fondamentalista).

    È vero, la prima parte del post scaturisce da una meditazione personale e non è rivolta strettamente ai cattolici, mentre la chiusura è solo per la Chiesa di Roma.

  4. Davide Says:

    Mi sa che è l’umanità intera che dovrebbe sentirsi offesa sia da “opere” fatte solo a fini pubblicitari, sia da gente che scrive le sciocchezze che scrivi tu.
    Quando si è completamente ignoranti sarebbe meglio tacere, ma a tua difesa capisco se tu sapessi quanto sei ignorante non saresti così ignorante. La croce, per tua informazione, NON è simbolo di morte, bensì di vita. Per capirlo non ci vuole molto cervello, ma un pochetto sì.
    Non mi va di lasciarti l’indirizzo email. Se ti ritieni offeso, sappi che pagine come le tue offendono molte persone.

  5. Weissbach Says:

    No, non mi ritengo offeso.

    In ogni modo, non si può dare che una cosa sia censurata per il fatto che qualcuno si sente offeso*.

    Piuttosto, mi daresti qualche dritta per diventare meno ignorante?

  6. Weissbach » In hoc signo vinces Says:

    […] o per progetto intelligente, 24 ore dopo aver scritto questo post incappo in questo […]

  7. Weissbach » Cratofania Says:

    […] anticipavo nella chiusura di questo post, il potere si è […]

  8. Maximilian Says:

    In India, nello stato del Kerala, una delle cose che più mi ha colpito è l’immagine di Gesù, nei manifesti, nelle icone, nei santini: è in piedi, a braccia spalancate, è di buona costituzione, è sano, e RIDE!!!
    IMHO, Il sentirsi offesi è una reazione soggettiva, che spesso mette in luce qualche nostro punto dolente o trauma non risolto, o anche solo una rigidità, che certo non ci aiuta nel nostro percorso individuale.

    Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: […] In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi”. Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: “Seguimi”.

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