Nuove prove a favore del Progetto Intelligente

Rinvenuta in Val di Fassa, nei pressi della Valle di San Nicolò*, un’impronta ossea, verosimilmente di una tibia.


Il campione è in evidente discontinuità con qualsiasi reperto finora conosciuto: non esistono anelli di congiunzione con altre forme viventi.
Si suppone che l’animale al quale l’osso apparteneva non sia sopravvissuto ai cataclismi biblici, in particolare all’avvento del Rullo Compressore Universale.
La datazione della roccia, un conglomerato a matrice organica, ha rivelato che la formazione è molto recente, smontando la ridicola idea che la terra si sia formata più di 4 miliardi di anni fa.

* che già tante soddisfazioni ci ha dato in materia di fossili.

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Una Risposta to “Nuove prove a favore del Progetto Intelligente”

  1. bolero Says:

    Dio esiste, e il suo nome è Usag.

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