Coda lunga, e naso pure?

Vedo solo adesso un articolo di Aldo Grasso sulle previsioni del tempo.

Si tratta di un notevole esempio di falso equilibrio.
In merito, preferisco le prese di posizione di Libero o del Giornale, sono intellettualmente più oneste.

Tre stralci significativi:

1)
Ora si dice: «Se non piove è colpa dell’effetto serra»

Direi proprio di no. Mercalli ha sempre tenuto ben distinti i concetti di tempo meteorologico e trend climatico.*
Semmai può approfittare delle congiunture di siccità per evidenziare la vulnerabilità che già adesso il nostro sistema ha.
Visto che per i prossimi anni si prevede un probabile aumento della temperatura e un possibile calo delle precipitazioni, non mi sembra così fazioso sottolineare che in certi periodi siamo GIÀ in zona di stress e dovremmo pensare ad aumentare la resilienza del sistema.

2)
Il fenomeno della politicizzazione delle previsioni del tempo trova la sua consacrazione nello strepitoso successo di «Che tempo che fa» di Fabio Fazio. Nata come occasione per occuparsi del tempo di fine settimana, a poco a poco la trasmissione è diventata uno dei talk più ambiti e ossequiati. Così il metereologo Luca Mercalli ha preso coraggio…

Mi dispiace, ma l’intenzione politica della trasmissione esisteva già alla sua creazione.
Questo non la legittima ulteriormente, perché non ce n’è bisogno, ma smonta lo stratagemma con cui Grasso vuol far passare Mercalli per un usurpatore o un professionista montato che esce dalle righe e dalle sue pertinenze (sta diventando un vizio, questo, per Grasso).

Volendo dare pan per focaccia al critico, si potrebbe scrivere del suo:
Articolo politico cripto-negazionista posto nella sezione "spettacoli" col pretesto di parlare dell’evoluzione stilistica delle previsioni meteorologiche.

3)
Il «ciclo Mercalli» è il più ideologico e incattivito

Passi l’ideologico, ma l’incattivito? Non è una connotazione indebita, un attacco ad hominem?

Mercalli è una persona sanamente preoccupata.

—   —   —   —

* Ho visto più esempi di questa confusione nel campo avverso:
nell’estate 2007 qualsiasi spruzzata d’acqua era il pretesto per sbugiardare le voci di siccità.
Solo che non si tratta di voci: le precipitazioni cumulative in Italia sono state molto sotto la media, negli ultimi 12 mesi. E nel sud Europa le variazioni degli ultimi decenni sono state preoccupanti.
Anche se qui c’è una fluttuazione continentale che probabilmente ha poco a che vedere con l’effetto serra; certo, se le due cose si sommassero non sarebbe una consolazione.

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4 Risposte to “Coda lunga, e naso pure?”

  1. piadellamura Says:

    in america:”le previsioni del tempo” è il programma più seguito!

  2. utente anonimo Says:

    Non riesco a capire come si possa essere persone con un po’ di sale in zucca e fare i critici televisivi in Italia.
    A mio parere per un po’ di tempo si può provare ad essere critici televisivi ma il sale in zucca dovrebbe farti reagire dopo un tempo abbastanza breve. Concepisco due reazioni: conati, incazzature.
    Certo che se per fare questo lavoro ti pagano e diventi anche noto e ti risconoscono autorevolezza… ci può essere una terza via: tollerare e parlarne.

    aandre

  3. utente anonimo Says:

    Scrivi: “Mercalli è una persona sanamente preoccupata.”

    Ma ti sembra che ci sia posto per serie preoccupazioni? Ti sembra che si possa prendere in considerazione qualche rischio futuro?
    Ricorda: vatuttobene.

    aandre

    ps: l’articolo in oggetto l’avevo letto tempo fa

  4. Aiace96 Says:

    mah, leggendo l’articolo di Grasso mi sembra si faccia più che altro una critica allo spazio “previsioni meteorologiche” che da asettico elenco di isobare e fronti caldi e freddi ha preso contenuti e spazi.
    Cosa sicuramente vera, può dispiacere ma è così.
    Forse Mercalli non piace a Grasso (ed infatti non ne cita la laurea in meteorologia, presa a Grenoble dato che in Italia la materia è di appalto militare…), ma a chi importa?

    Ai@ce

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