Il solito Beppe

Con un po’ di ritardo voglio commentare questo post di Beppe Grillo,
nel quale il nostro [anti]eroe si scusa con gli Inti Illimani e pubblica una lettera di Jorge Coulon.

Il fatto di pubblicare una replica è di per sé encomiabile (anche se altre volte Grillo ha mantenuto silenzi piuttosto imbarazzanti). L’episodio inoltre è minore – anche simpatico – e parte da una provocazione più che ammissibile (sebbene non particolarmente comica).

Tuttavia la cosa ricorda incidenti più grandi.
Si può essere d’accordo o meno con alcuni contenuti di Grillo.
(con tutti è impossibile – nel senso che è impossibile per chiunque)
Il fatto è che è veramente arduo dargli un ruolo sensato nell’attuale panorama dell’informazione.

Il problema non sta nell’incoerenza dei suoi contenuti, ma nel suo oscillare tra la posizione di comico/satirico che può dire tutto quello che vuole e quella di Profeta della Verità.

Mi stanno bene certi qualunquismi e inesattezze: mi piace guardare la luna, non il dito che la indica.
E questo vale anche per tutti gli altri autori.

Ma dopo averne sparate a quintali di buone e di cattive, non può ergersi a detentore del Buon Senso e della Verità Scientifica. E non diamo la colpa solo alle "moltitudini che anelano a una guida".

Il rischio è che ormai Grillo non abbia la credibilità per proporre iniziative serie che invece meritano di essere portate avanti o almeno dibattute (ad esempio la questione Telecom, o quella dei termovalorizzatori).

Ma dopo un post come quello sui cellulari che cuociono il cervello,
penso che in molti si siano stancati di sentir gridare al lupo.
Soprattutto in mancanza di qualsiasi scusa o rettifica.

Anche in quel caso, il dato centrale era l’ENERGIA.
Bastavano due conti per capire che i pochi watt di due cellulari non possono cuocere un uovo.

Ma poi mi chiedo: in quanti conoscono la potenza emessa da un cellulare, o i watt di un bollitore?
O sanno quante case potrebbe alimentare la loro auto se fosse usata come generatore?

NB: non è ancora chiaro se i cellulari facciano davvero male o no.
Credo che per saperlo davvero dovremo aspettare qualche lustro.

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Una Risposta to “Il solito Beppe”

  1. bolero Says:

    Il merito di Grillo è essenzialmente quello di portare determinati argomenti all’attenzione di una larga fetta di popolazione che altrimenti ne sarebbe all’oscuro, per pigrizia, disinteresse o mancanza di tempo. Costoro, però, una volta sensibilizzati dovrebbero rivolgere altrove le loro istanze di approfondimento ed eventualmente di risoluzione del problema. Invece delegano a Grillo pure questo, e lui fa il grosso errore di dar loro corda. Come diceva il buon Ferretti (dimostrandolo poi in prima persona), “trasformami in megafono e m’incepperò”.

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